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domenica 20 luglio 2014

"El Gato" Diaz e la storia del rigore più lungo del mondo


La vicenda de "El Gato" Diaz, portiere della Estrella Polar, e di quel rigore del 1958  è tra le storie di calcio più belle che siano mai state scritte.
La novella era contenuta nella raccolta "Cuentos de lo anos  felices"  del giornalista e scrittore argentino Osvaldo Soriano. 
In Italia la prima edizione di questi racconti fu stampata dall'Einaudi nell'anno 1995 con il titolo di "Pensare con i piedi".
"Il rigore più lungo della storia del calcio" narra della partita decisiva per l'assegnazione della coppa della Valle de Rio Negro. A contendersi il trofeo nell'ultima e decisiva sfida erano la squadra campione in carica del Deportivo Belgrano contro la compagine rivelazione dell'anno: l'Estrella Polar.
Tra i pali dell'Estrella Polar Osvaldo Soriano racconta che c'era il quarantenne Dìaz, soprannominato "El Gato" che con i lunghi capelli grigi che gli ricadevano sulle spalle pareva tale e quale un indio araucano.
La domenica del 1958 in cui si giocò la sfida decisiva lo stadio del Deportivo era stracolmo di tifosi  ed i presagi per la squadra locale erano buoni. Spettatori erano stipati sin sul tetto delle case tanta era la voglia di partecipare alla cavalcata trionfale del Belgrano a cui quel pomeriggio sarebbe bastato un pareggio per alzare al cielo la Coppa.
Tuttavia la sfida prese una brutta piega per la squadra di casa e quando mancavano una manciata di secondi alla fine dell'incontro l'Estrella del Gato Dìaz era inaspettatamente avanti per 2 reti a 1.
L'arbitro dell'incontro Herminio Silva, vergognosamente di parte, attese che il primo difensore dell'Estrella si avvicinasse ad un attaccante del Deportivo e, senza che il primo nemmeno entrasse in contatto con il secondo, fischiò un rigore inesistente a favore della squadra di casa che, col pareggio, si sarebbe infine laureata campione.
Ovviamente Silva non aspettava, per la tutela della sua buona salute,  che veder finire l'incontro in parità ...
All'udire il fischio dell'arbitro  l'ala destra dell'Estrella, "Il Cholo"  (il Meticcio) Rivero,  non aspettò nemmeno che il direttore di gara raccogliesse il pallone per sistemarlo sul dischetto del rigore e gli mollò un pugno in faccia.
L'arbitro cadde a terra svenuto e allo stadio scoppiò una rissa di proporzioni colossali.
Giunse l'oscurità della sera che i giocatori ancora si menavano alla grande e Herminio Silva ancora giaceva svenuto.
Il Commissario della Lega, in campo con una lanterna, decretò la fine dell'incontro quando era ormai notte fonda e solo il giorno successivo venne decretato che gli ultimi secondi di gioco della gara si sarebbero disputati la domenica seguente nel medesimo campo ma a porte chiuse, senza cioè la presenza di alcun tifoso.
Così il duello a distanza tra il centro avanti del Deportivo, Costante Guana e il portiere dell'Estrella, "El Gato" Dìaz passò alla storia come il rigore più lungo della storia del calcio.
La domenica del calcio di rigore per prima cosa l'arbitro, sempre lui, Herminio Silva  espulse il "Cholo" reo dei averlo colpito a gioco fermo e quindi sistemò la palla sul dischetto del rigore.
"El Gato" si era impomatato ben bene per l'occasione e la sua capigliatura bianca trattata con la brillantina era luccicante come una pentola di alluminio.
Mentre Costante Guana scrutava negli occhi "El Gato" Dìaz l'arbitro Herminio Silva fischiò l'esecuzione e, subito dopo, colto da un attacco di epilessia determinato dal caldo e dalla tensione  finì a terra con la schiuma alla bocca. 
Nel medesimo istante il tiro di Guana, centrale, si infranse sulle gambe de "El Gato" che si era buttato leggermente alla sua destra ma era riuscito lo stesso ad intercettare il tiro con le gambe.
Mentre tutti i giocatori dell'Estrella già festeggiavano l'impresa del loro portiere il guardalinee corse a vedere come stava Silva  urlando "Non Vale, non Vale".
Ripresosi alla bene e meglio Herminio Silva volle sapere l'esito del rigore salvo ribadire, quando seppe che il rigore era stato fallito dal centroavanti del Deportivo Belgrano, che certamente il rigore andava ripetuto in quanto lui, nel momento della respinta "non era presente".
A stento fu riportato l'ordine tra i giocatori in campo e la situazione questa volta non sfuggì di mano solo perché non vi erano tifosi nello stadio.
Mentre il guardalinee sorreggeva l'arbitro Silva andò in scena il remake del rigore più lungo del mondo.
Ancora Guana contro Dìaz. 
Fischiò ancora Silva. Guana tirò a sinistra e, nello stesso istante,   "El Gato" Dìaz spicco un volo che non si era mai visto prima proprio sulla sinistra e parò il rigore una seconda volta ... stringendo il pallone nelle sue mani esattamente come quello che estrae la pallina vincente della lotteria.
Le lacrime di Guana e la goia di Dìaz furono la conclusione del rigore più lungo del mondo.
Due anni dopo, racconta lo stesso Soriano, quando "El Gato" Dìaz  era ormai un rudere e l'autore un giovanotto di buone speranze i due si confrontarono dagli undici metri.
Soriano tirò rasoterra, basso all'angolo, ben sapendo che il vecchio Dìaz non ci sarebbe mai arrivato con la rigidità degli anni e il peso della gloria come un macigno sulle sue spalle.
Quando l'autore andò a raccogliere il pallone in fondo alla rete il vecchio portiere gli disse: "Bene ragazzo. Un giorno andrai in giro da queste parti a raccontare che hai segnato un gol al Gato Dìaz. Ma nessuno ti crederà."




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