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domenica 3 gennaio 2021

LA FENOMENALE TRUPPA DEI "PORTIERI TOSCANI" IN SERIE A NELLA STAGIONE 1987-1988

 




Accadde nel corso del campionato  di Serie A  stagione 1987/1988.
L'ultimo dei  campionati disputati a 16 squadre.
In quell'annata lì ben  6  formazioni della massima serie del Campionato di Calcio   avevano tra i pali un portiere di origine  toscana.
I magnifici sei di quella  "Truppa Toscana" erano:

BISTAZZONI  GUIDO nato a Porto Ercole (GR) il  12 marzo  1960 portiere della Sampdoria
GALLI GIOVANNI nato a Pisa (PI) il 29 aprile 1958 portiere del Milan
LANDUCCI MARCO nato a  Lucca (LU) il 25 marzo 1964 portiere della Fiorentina
LORIERI FABRIZIO nato a Massa (MS) l'11 febbraio 1964 portiere del Torino
NISTA ALESSANDRO nato a Collesalvetti (LI)  il 10 luglio 1965 portiere del Pisa
PAZZAGLI ANDREA nato a Firenze (FI) il 18 gennaio 1960 portiere dell'Ascoli.

Questi "Magnifici Toscani"  misero insieme ben 178 presenze in campo sulle 180 a loro disposizione.
Sempre presenti tra i pali delle rispettive formazioni furono: Galli, Nista, Landucci, Lorieri e Pazzagli mentre Guido Bistazzoni, nella Sampdoria allenata da Boskov,  giocò 28 gare lasciando spazio, in due occasioni,  al giovane Gianluca Pagliuca.
Giovanni Galli con il ("mio")  Milan allenato da Arrigo Sacchi vinse il suo primo  Scudetto subendo, in tutto il campionato,  solamente 14 reti.
Nella successiva stagione  1988/1989  i "Magnifici Sei Della Truppa Toscana" brillarono decisamente un po' meno: Nista e Lorieri con i loro rispettivi club, Pisa e Torino giocarono poco e  retrocessero in serie B collezionando rispettivamente 8 e 17 presenze, Bistazzoni nella Samp giocò solo una gara, Landucci giocò tra i pali della Fiorentina 25 partite, Galli nel Milan raccolse 32 presenze mentre l'unico sempre presente tra i pali della sua formazione fu  Andrea Pazzagli che con l'Ascoli scese in campo in tutte le 34 gare di campionato.







giovedì 24 luglio 2014

Ricordo di Andrea Pazzagli portiere "cantautore" del Milan "Mondiale"


La notte tra l'8 e il 9 dicembre 1990 qui a Cabiate nevicò.
Nelle stesse ore, a Tokyo, il Milan giocò (e vinse) per il secondo anno consecutivo la finale della Coppa Intercontinentale: la gara metteva di fronte i Campioni d'Europa e i Campioni del Sudamerica.
Quella notte si affrontarono il "mio" Milan contro i paraguayani dell' Olimpia Asuncion.
A difendere i pali del Milan, quella sera, c'era Andrea Pazzagli. 
Arrigo Sacchi  allenatore del Milan "Mondiale"  aveva a disposizione, per far fronte a tutte le competizioni nel miglior modo possibile, due squadre. 
Una formazione impegnata per il Campionato di Calcio di Serie A e una formazione per affrontare gli impegni della Coppa dei Campioni. 
Così il Milan nella stagione 1989-1990 aveva due portieri: Giovanni Galli era il "portiere della notte" perché a lui toccavano le sfide nelle competizioni europee  mentre ad Andrea Pazzagli era toccato in sorte d'essere il "portiere del giorno" che veniva impegnato nelle sfide di campionato della domenica pomeriggio.
Pazzagli, che arrivava da buonissime prestazioni con la maglia dell'Ascoli, confermò in rossonero tutto quanto di buono aveva sin lì fatto nella sua carriera.
L'amore per il calcio era unito all'amore per la musica ... tanto che, a carriera finita, Pazzagli incise dischi con le sue canzoni che avevano dentro la poesia mandata a memoria tra i legni della porta.
La notte della finale Intercontinentale del 1990 fu la "sua" notte magica: Giovanni Galli al termine della stagione 1989-1990 si era trasferito al Napoli e così Pazzagli gli subentrò come titolare nelle gare internazionali.
Quella notte Pazzagli alzò al cielo la Coppa Intercontinentale e, mentre qui a Cabiate la neve imbiancava tutto, il portiere toscano entrava per sempre nella "Leggenda Rossonera".
Nel luglio del 2011 un infarto se l'è portato via a soli 51 anni d'età. 
Ma come tutte le Leggende ... Andrea Pazzagli vivrà  per sempre. 
Suo figlio Edoardo (che la sera del 9 dicembre 1990 aveva poco più di un anno) è un giovane portiere di talento che, sono certo, saprà ripercorrere le orme di suo padre.