Dopo aver scritto tantissimo di musica (www.iltonnuto.it) ho iniziato a pubblicare in questo blog i tanti scritti sul calcio messi insieme in quasi 12 anni.
Il calcio visto attraverso gli occhi di un innamorato di questo sport, ... dall'arancione delle maglie dell'Olanda nella finale mondiale del 1978 in Argentina alla passione per il portierone del Belgio Jean-Marie Pfaff, l'eroe della mia infanzia e adolescenza.
Accadde nel corso del campionato di Serie A stagione 1987/1988.
L'ultimo dei campionati disputati a 16 squadre.
In quell'annata lì ben 6 formazioni della massima serie del Campionato di Calcio avevano tra i pali un portiere di origine toscana.
I magnifici sei di quella "Truppa Toscana" erano:
BISTAZZONI GUIDO nato a Porto Ercole (GR) il 12 marzo 1960 portiere della Sampdoria
GALLI GIOVANNI nato a Pisa (PI) il 29 aprile 1958 portiere del Milan
LANDUCCI MARCO nato a Lucca (LU) il 25 marzo 1964 portiere della Fiorentina
LORIERI FABRIZIO nato a Massa (MS) l'11 febbraio 1964 portiere del Torino
NISTA ALESSANDRO nato a Collesalvetti (LI) il 10 luglio 1965 portiere del Pisa
PAZZAGLI ANDREA nato a Firenze (FI) il 18 gennaio 1960 portiere dell'Ascoli.
Questi "Magnifici Toscani" misero insieme ben 178 presenze in campo sulle 180 a loro disposizione.
Sempre presenti tra i pali delle rispettive formazioni furono: Galli, Nista, Landucci, Lorieri e Pazzagli mentre Guido Bistazzoni, nella Sampdoria allenata da Boskov, giocò 28 gare lasciando spazio, in due occasioni, al giovane Gianluca Pagliuca.
Giovanni Galli con il ("mio") Milan allenato da Arrigo Sacchi vinse il suo primo Scudetto subendo, in tutto il campionato, solamente 14 reti.
Nella successiva stagione 1988/1989 i "Magnifici Sei Della Truppa Toscana" brillarono decisamente un po' meno: Nista e Lorieri con i loro rispettivi club, Pisa e Torino giocarono poco e retrocessero in serie B collezionando rispettivamente 8 e 17 presenze, Bistazzoni nella Samp giocò solo una gara, Landucci giocò tra i pali della Fiorentina 25 partite, Galli nel Milan raccolse 32 presenze mentre l'unico sempre presente tra i pali della sua formazione fu Andrea Pazzagli che con l'Ascoli scese in campo in tutte le 34 gare di campionato.
Giovanni Galli è stato un Grande Portiere ed un Grande Gentiluomo che è rimasto nel cuore di tutti i tifosi rossoneri perchè è stato il guardiano del Grande Milan del Maestro Arrigo Sacchi.
Approdato a Milano nell'estate 1986, dopo aver difeso i pali della nazionale azzurra ai Mondiali di Mexico 1986, Galli confermò in maglia rossonera tutto quanto di buono aveva mostrato in nove stagioni con la maglia della Fiorentina.
Negli anni passati a difendere la porta rossonera spesso Galli si ritrovò a fare da semplice spettatore. Davanti a lui, infatti, si schierava una delle linee difensive più efficaci che si ricordi a memoria d'uomo: il Capitano Franco Baresi, Mauro Tassotti, Paolo Maldini e Billy Costacurta formavano una linea difensiva pressochè impenetrabile.
Di quel Milan si diceva anche che potesse giocare senza il portiere. Una ovvia esagerazione.
Ma vero è che in tante e tante occasioni il lunedì mattina successivo alle gare i giornali sportivi riportavano nelle tabelline delle pagelle ai giocatori un bel S.V. di fianco al nome di Galli. Senza Voto. Perchè pressochè inoperoso.
L'insidia si doversi far trovar pronto in poche, ma fondamentali, occasioni fu un po' la croce che Galli si portò appresso nei suoi anni rossoneri. Portiere dallo stile sobrio ed essenziale Galli non regalò mai un volo di troppo per il solo gusto dello spettacolo.
Campione d'Italia nel 1987/1988, Campione d'Europa nel 1988/1989 e 1989/1990, Campione del Mondo per Club nel 1989 e vincitore della Supercoppa Europea 1989 Giovanni Galli fu custode di buona parte dei grandi successi di quello straordinario Milan dell'Era Sacchi.
Compì un capolavoro assoluto parando due rigori contro la Stella Rossa nella notte del 9 novembre 1988 consentendo all'Armata Rossonera di proseguire il suo cammino nella Coppa Campioni.
Tuttavia il suo anno magico tra i pali del Milan fu il 1989. C'era lui tra i pali nella finale di Coppa Campioni vinta contro la Steaua Bucarest a Barcellona il 24 maggio per quattro a zero. Poi a Milano il 14 giugno alzò al cielo la Supercoppa Italia vinta per 3-1 contro la Samp di Boskov. Quindi il 23 novembre ancora a Barcellona per la gara di andata della Supercoppa Europea (finì 1-1 reti di Van Basten al 44° e pareggio catalano con Amor al 67°). Nel ritorno a Milano il 7 dicembre Galli alzò al cielo anche quella Coppa dopo la vittoria per 1-0 con rete di Evani. L'anno d'Oro di Galli e di quel Milan si chiuse a Tokyo il 17 dicembre quando ancora una rete di Evani consegnò quel Milan alla Leggenda in una storia che ho già raccontato in questo post: http://allafinedelprimotempo.blogspot.it/2014/12/milan-vs-higuita-1-0.html
La storia narra che nell'estate 1989 approdò a Milano (proveniente dall'Ascoli) il portiere Andrea Pazzagli che avrebbe dovuto fare da dodicesimo a Galli. Nei fatti, ben presto, il Milan si trovò con due portieri per due competizioni: Pazzagli giocò in campionato mentre Galli disputò le gare di Coppa Campioni. Giovanni Galli venne così soprannominato il "Portiere di Notte".
Il tempo di alzare al cielo la seconda Coppa dei Campioni consecutiva nella magica notte di Vienna, il 23 maggio 1990, e Giovanni Galli, un Grande Gentiluomo, salutò tutti e lasciò il Milan. Senza polemiche e senza contrasti ... ma solo perchè un Portiere non si accontenta certo di essere tale solo ... "di Notte".
Sul finire del mese di luglio di quel 1990 vestì per la prima volta la casacca del Napoli e cambiò il suo orizzonete: dal veder giocare il trio meraviglia olandese Van Basten-Gullit-Rijkaard Galli si mise ad ammirare il Grande Diego Armando Maradona.
Per lui vale la pena di tirare in ballo quel G.G.G ... Giovanni Galli Gentiluomo.
Le nazionali di Italia e Argentina si affrontarono nella seconda sfida del gruppo A del primo turno della fase finale del mondiale messicano.
L'Italia aveva esordito pareggiando la gara d'apertura con la Bulgaria mentre l'Argentina del grande Diego Armando Maradona aveva regolato i "picchiatori" della Corea del Sud per 3 reti a 1.
Quella di Puebla era una sfida delicata per gli Azzurri del ct Enzo Bearzot.
Tra i pali della nazionale italiana venne riconfermato Giovanni Galli.
Galli era stato criticato da alcuni giornalisti in occasione della rete del pareggio della Bulgaria nella partita inaugurale del torneo.
Il ct Berazot aveva a lungo esitato a scegliere il titolare della maglia numero 1.
A contendersela oltre a Giovanni Galli c'era il portiere della Roma Franco Tancredi.
Dopo un inizio di gara favorevole che li aveva visti passare in vantaggio grazie ad un calcio di rigore realizzato dal bomber Alessandro Altobelli la nazionale azzurra iniziò a subire le azioni d'attacco degli argentini.
Al trentatreesimo minuto un lancio propizio indirizzato nel cuore dell'area di rigore italiana mise in movimento Maradona.
Il fuoriclasse argentino, seppur contrastato da Gaetano Scirea (per inciso uno dei migliori liberi espressi dalla storia della nazionale di calcio italiana), con un un colpo da biliardo calciò la palla con un perfetto diagonale ad effetto verso il secondo palo della porta azzurra.
Giovanni Galli abbozzò la parata allungando il braccio sinistro verso la palla salvo poi ritrarlo in maniera inspiegabile.
Per quanto i replay dimostrarono la notevole precisione, quasi chirurgica, del colpo ad effetto di Diego Armando Maradona, la sensazione che il portiere azzurro in, quell'occasione, potesse fare di più venne espressa un po' da tutti nel dopo partita.
La vera verità è che quel tiro non fu meno bello di quello con cui Marco Van Basten "uccellò" un portiere del calibro del russo Dasaev nella finale dell'Europeo 1988.
Maradona il 5 giugno 1986 compì un prodigio.
I più saggi capirono al volo.