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sabato 28 febbraio 2026

TUTTO L'ORO DI MARINELLA CANCLINI

 


(Marinella Canclini - foto tratta da Olympedia.org)



Accade all'Arena di Verona la sera di domenica 22 febbraio 2026.
E' lì che si svolge la Cerimonia di chiusura delle Olimpiadi invernali Milano-Cortina 2026.
Ad un certo punto viene annunciato l'ingresso in Arena della bandiera italiana portata dai rappresentanti di ognuna delle località che sono state interessate da questa edizione itinerante dei Giochi.
Vengono nominati tutti questi rappresentanti ma, il tempo, il mio tempo di quella domenica sera, si ferma al nome della rappresentante del paese di Bormio: Marinella Canclini.
Mi devo un attimo riposizionare, perché, questa, è una vera e propria sorpresa.
L'avevo nominata, giusto qualche giorno prima, in un post su Facebook dedicato alla sua carriera nel mondo dello short track e così ora osservo per bene questo gruppo di rappresentanti dei paesi "olimpici" e sì, è indubitabilmente lei.
E' uno di quei casi incrociati del destino che Carl Gustav Jung nominò come "sincronicità".

(L'ingresso del Tricolore all'Arena)



(Il saluto di Marinella all'appello)






Ed ecco  allora che, allo sventolare di quella bandiera tricolore,  si apre una finestra temporale con vista sulle mie estati passate in quel di Bormio.
Era nata lì, nel lontano 1915, la mia nonna materna, Zita. 
E lì viveva la zia Cesi spostata con lo zio Massimo e  i cugini Valentino e Roby.
E così le estati tra infanzia e adolescenza della mia vita sono sempre passate per soggiorni più o meno lunghi tra quelle splendide montagne.
E proprio dai racconti di nonna Zita si è formato dentro di me il mito di questa pattinatrice di straordinario talento.
Me la nominava sempre questa Marinella la nonna Zita, mi narrava delle sue vittorie sui pattini, e della  sua straordinaria abilità, che divenne presto un mix tra mito e leggenda, e il fatto che lei abitasse proprio di fronte all'ingresso  della casa degli zii contribuì ad accrescere in me questo mito.
Sono echi lontani di serate estive passate a giocare tra i bambini che si affacciavano sulla via e sono questi echi che mi riportano  le immagini di allora.
E c'erano Marinella e suo fratello Stefano tra i bambini sempre presenti, e ricordo nitidamente quegli anni a cavallo tra la fine degli anni settanta e l'inizio degli anni ottanta con alcuni tormentoni estivi che facevano da sottofondo musicale, e nel particolate, ricordo per certo la splendida Luna di Gianni Togni che veniva fuori da chissà dove in lontananza.
Molti anni dopo, in un'estate a cavallo tra i primi anni novanta ritrovai, fuori casa sua,  questa ragazza che, nel frattempo, era diventata atleta di punta della Bormio Ghiaccio nella specialità conosciuta come short track.  Le chiesi uno splendido poster che la ritraeva in piena azione durante una gara e le chiesi anche di autografarmelo.
Lo ricordo bene quel giorno perché fu un vero onore ricevere quel poster autografato dalle sue mani.
Anni e anni di vittorie,  Campionati Italiani, Campionati Europei, e Mondiali vinti con alcuni tempi record stabiliti a livello mondiale il tutto mi passava tra le mani dentro le pagine dei quotidiani sportivi che, per anni, ho conservato a testimonianza del valore assoluto di questa ragazza. 
Un insieme di risultati straordinari che sono patrimonio della storia dello short track mondiale del quale, la Canclini, ha scritto pagine di storia importanti e determinanti per assicurare un futuro "azzurro" a questa disciplina.
E poi, ritornando con un passettino all'Arena di Verona 2026, la Canclini può vantare, l'onore grande,  di aver rappresentato l'Italia in quattro diverse edizioni delle Olimpiadi Invernali.
Albertville 1992, Lillehammer 1994, Nagano 1998 e Salt Lake City 2002.
E se in questa storia ci può essere lo spazio per un piccolo rimpianto, beh, è quello di non averla mai vista vincere una medaglia in queste occasioni.
Ma è forse proprio qui che sta la magia di questo cerchio del tempo che si è chiuso la sera dello scorso 22 febbraio 2026 nella notte di Verona.
Pochi attimi, pochi secondi, ed è proprio lì che  ho rivisto quei sogni di medaglie olimpiche infranti sul ghiaccio di quattro edizioni olimpiche  diventare una grande, unica,  splendida onorificenza alla carriera e alla storia di una vera e propria atleta d'oro.
Quella che meritava: tutto l'oro di Marinella Canclini.













(Marinella Canclini  in action ...  1998)



(Albertville - Olimpiadi 1992)



(Budapest 1998)



(Budapest 1998)




























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