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lunedì 24 agosto 2020

Quando il mio amico Alessandro Abbondi vinse il Premio di Miglior Portiere del Torneo San Luigi 1985

 




In questo Blog dedicato alle imprese dei "miei" Portieri preferiti non poteva mancare un post dedicato alle imprese calcistiche del mio  miglior amico: Alessandro Abbondi.
Quanto narrato di seguito accadde nell'estate del 1985.
In quel mese di giugno si  chiuse, con l'esame di terza media, il nostro percorso scolastico in comune.
Il sodalizio scolastico finiva lì, mentre ben salde l'amicizia e la frequentazione continuano oggigiorno e, proprio in occasione delle ferie estive appena concluse e trascorse insieme alle rispettive famiglie è saltato fuori il ricordo di cui vado narrando.
L'estate del 1985 la passammo insieme con l'altro nostro amico inseparabile, Johnny, facendo la spola tra la nostra "Base" in via Baracca e l'adiacente via Ugo Foscolo a far visita alle amiche Ilaria e Roberta.
In quell'estate lì, che sempre amo musicalmente definire "Benedetta", le radio suonavano per ogni dove le canzoni di Vasco Rossi che aveva appena mandato alle stampe  COSA SUCCEDE IN CITTA'  unitamente al miglior Claudio Baglioni di sempre con il suo LA VITA E' ADESSO.
In mezzo a tanta bellezza musicale mi ricordo che convinsi l'amico Alessandro a prendere parte al torneo estivo di calcio dell'Oratorio, il mitico torneo  San Luigi, nel ruolo di portiere: il "nostro" Ruolo.
Così, intervallate tra una partita e l'altra,  le nostre serate di quel giugno passarono velocemente e, quando arrivò il primo  fine settimana di luglio, quello della tradizionale festa di San Luigi,  il "regalo" estivo fu il sigillo della partecipazione di Alessandro a quell'edizione del torneo: il "nostro" Bond  fu  nominato miglior portiere del Torneo dei Ragazzi.
L'anno dopo sarebbe iniziata la sua avventura calcistica nel Cabiate Calcio.
Nella foto che ritrae l'amico Alessandro  al momento della premiazione  con il nostro sempre amato Don Sandro c'è dentro tutto un pezzo della nostra storia.
E, badate bene, non parlo più solo dell'estate 1985 condensata per noi in quei quaranta giorni a cavallo tra giugno e luglio,  parlo di una storia che va ben oltre e tende all'infinito ... più o meno come i voli d'angelo del mio amico che gli valsero il più che meritato Premio.





(La premiazione del Torneo San Luigi - Cat. Ragazzi - anno 1985
Da Sinistra: Abbondi Alessandro, Cariddi Roberto, Alberto Galimberti , Don  "Sandro" Alessandro Vismara)



(La Coppa destinata al Miglior Portiere - Torneo San Luigi - Categoria Ragazzi anno  1985)


domenica 7 giugno 2020

Il silenzioso "rumore estivo" del Torneo San Luigi 2020


(Scorcio del Campo dell'Oratorio San Luigi di Cabiate - Foto Gruppo Facebook del Torneo)   


Per pura sorte del Destino che ci accompagna sin dalla nascita  la "mia"  "Classe di Ferro  1971"  è anche la stessa  dell'Oratorio di Cabiate dedicato a "San Luigi".
Quell'Oratorio che, sempre per sorte del medesimo Destino di cui sopra, sorge a poco più di cento metri dall'uscio di casa mia.
Così, nel tempo, con l'età e nel vento, il mio processo di crescita, è passato in gran parte respirando l'aria di questo luogo "magico", traendone "umori" e "malumori" a pieni polmoni.
Normalmente, in questo periodo dell'anno, a mia memoria scendendo giù la scala dei ricordi fino alla soglia dei primi anni ottanta, l'aria delle serate estive da queste parti è sempre stata carica dei "rumori" tipici dell'evento "calcistico" dell'anno oratoriano: il Torneo di Calcio a sette San Luigi. 
Una delle Istituzioni più Classiche della vita "mondana" della "Piccola Parigi", evento che ha sempre avuto il suo culmine nella serata della finalissima,  tradizionalmente fissata per il primo lunedì del mese di luglio.
A finestre aperte, spalancate su calde serate di giugno, con lontano il profumo dei tigli in fiore, immancabile mi giungeva preciso il "vento caldo"  tipico delle serate" del San Luigi. 
Era, quello,  il momento di prendere ed andare ad essere testimone dell"evento.
Negli anni ottanta vi erano i forti boati delle "grandi compagnie" che, in capo al relativo bar o locale di riferimento, proponevano un tifo da "stadio" che copriva il fischio del sempre malcapitato arbitro di turno, tra qualche lieve impropero e qualche più pesante osservazione e peggio. 
Farei un torto a fare qualche nome di più o meno illustri protagonisti (tra autentici fenomeni, onesti comprimari,  e poco più che scarsi pedatori prestati alla causa - tra i quali mi autoinserisco nella mia unica partecipazione nel lontanissimo 1992) a discapito di altri proprio perchè quello del San Luigi è, da sempre,  un rito di pura collettività.
La "sacralità" che attribuivo al Torneo da giovinetto, come tutte le cose che passano, con lo scorrere naturale delle cose della vita e del tempo ha perso via via un po' della sua antica magia, mentre intatto  è rimasto il senso e l'Anima dell'evento che puntualmente fa rivivere nel presente immagini di vecchie vicende di quando eravamo poco più che ragazzi, all'epoca della nostra "meglio gioventù".
In quel  tempo dominavano in assoluto le faziosità collegate ai Bar "Storici" di Cabiate. 
Poi, col tempo,  è cambiato il mondo,  è cambiata la società e di riflesso è cambiato anche il paese. 
Tuttavia, pur vedendo meno le "grandi compagnie" così come le si intendeva  ai tempi delle storiche rivalità tra bar e locali, nuove leve hanno saputo mantenere viva l'Anima Propria del Torneo, anche grazie alla  forza di quella tradizione che, consolidata nei ricordi, è carburante puro  per questa "giusta" causa.
I nostri personali e dolorosi giorni di quest'anno  2020, che per tutti passerà alla storia come l'anno della Pandemia Covid-19,  hanno visto stravolgere l'ordine naturale delle cose,  le nostre vite, le nostre certezze, usi e abitudini, la stessa percezione di molte delle vicende della vita, e questo,   senza eccezione alcuna.
Così, in queste sere di un "anomalo giugno", dalle finestre spalancate sul nostro piccolo ed (improvvisamente) "insicuro" mondo comincia a fatica ad arrivare il timido profumo dei tigli a ricordare che è la stagione estiva.
Ma ciò che impressiona maggiormente, captando gli "umori" di questo mese che passa  è l'irreale quiete che avvolge l'Oratorio.
Immagini di un lontano passato e incertezze di un futuro incosistente come un fantasma si mischiano in una sorta di  "caos calmo" che accompagna queste serate estive.
La quiete tutto intorno è rotta, nella mia mente,  dal "silenzioso rumore" dei ricordi dei tornei di   San Luigi degli anni passati.
Per citarla con parole scritte da un sapiente Uomo di Musica che ci ha abbondonati troppo presto ... aspettiamo con occhi ... senza più parole ... il prossimo San Luigi.

CANZONE DEL TEMPO CHE PASSA 
- Gianmaria Testa -

Saluteremo dalla nostra finestra
Il tempo che passa
E se passando ci riconoscerà
Anche il tempo perduto
Anche il tempo sbagliato
Ci risponderà
Saluteremo dalla nostra finestra
E non sarà una canzone
Che tutto il tempo finito ci ritornerà
Ma saranno gli occhi
Questi nostri occhi senza più parole
E un altro tempo sarà