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giovedì 2 giugno 2022

La Fede dell'amico Matteo e di Zio Cherubino nell'anno D'Oro del Monza & la maglia Gialla di Di Gregorio sotto il "Sole in Tasca" di Giuseppe Pastore

 



Stadio Arena Garibaldi - Romeo Anconetani di di Pisa.
Pochi minuti dopo le 23 di domenica 29 maggio 2022: l'arbitro Maurizio Mariani (uno che, per cognome,  potrebbe essere sbarcato a Pisa proveniente direttamente da qualche paesino della Brianza) fischia la fine della gara di ritorno dello spareggio per la promozione in serie A
Il tabellone dello Stadio segna  Pisa - Monza 3-4.
Un risultato  Storico: che poi, nella Storia, il 4-3 associato da lì e per sempre  a quell'Italia - Germania Ovest al Mundial Messicano del  1970 è il "Risultato Classico" delle gare che vanno ai supplementari nell'immaginario collettivo. Delle gare che passano direttamente dalla Storia alla Leggenda.
Il Monza è promosso nella massima serie dei Campionati Professionistici italiani per la prima volta nella sua lunga   Storia iniziata 110 anni fa.
Il risultato era atteso, ma non dato per scontato.
Il 21 febbraio 2021 su questo blog pubblicai un post dal titolo  MICHELE DI GREGORIO PORTIERE KAMIKAZE DEL MONZA CHE FARA' LA STORIA
Quando scrissi quel post, in fede, pensavo che la promozione arrivasse già nella tarda primavera di quel  2021 ma, come direbbe Diego "El Pibe De Oro", di solito El Barba (Dio) non concede mai i suoi favori a caso e così, per l'avverarsi della profezia, avremmo dovuto aspettare ancora una stagione  e, di sicuro, qualche sofferenza condita col dubbio che ogni tanto mi assaliva,  che forse fosse più opportuno  "togliere" il post dal blog per possibile ed eventuale "malasorte", cosa che però non ho mai fatto convinto dal progetto "berlusco-gallianiano".
La sera del 29 maggio la prima immagine televisiva che mi è apparsa in video proveniente da quel di Pisa è quella che riporto qui sotto.


L'amico Matteo insieme allo Zio Cherubino che, subito dietro di lui, con i suoi 77 anni di fede e passione per i Biancorossi, è stato   colui che ha inculcato la medesima passione  in Matteo, entrambi inquadrati dalle telecamere di DAZN sugli spalti dell'Arena Garibaldi.


(Zio Cherubino  77 anni di Passione per il Monza  sugli spalti dell'Arena Garibaldi di Pisa)


Così, quando in uno Stadio con una decina di migliaia di persone, inquadrano questi amici cabiatesi di fede monzese beh, direbbe sempre Diego, vuol dire che "El Barba" ti sta mandando un chiaro messaggio ...
La Fede Calcistica dell'amico Matteo e di suo zio,  che li aveva portati  alla trasferta di Perugia la sera del 6 maggio, per l'ultima e decisiva gara di Campionato che avrebbe potuto portare il Monza in A con una promozione diretta (e che invece si chiudeva con una sconfitta trasformando la serata  da storica ad amara nel giro di un Amen),  è talmente profonda e radicata che i nostri si sono regolarmente presentati a Pisa per inseguire nuovamente il Sogno.
E la Fede Calcistica è un Dono che,  si sa per certo,  "El Barba" concede solo a quelli che la meritano.
E così eccoli lì i nostri primi  tifosi del Monza di nuovo pronti ad inseguire il Sogno, avendo già archiviato e derubricato a "delusione passata" l'amara serata di Perugia.
Quel Sogno che, dopo poco meno di dieci minuti di gara,  sembrava essere destinato a tramutarsi nell'ennesima e forse più atroce delusione con il Pisa già in vantaggio per 2-0.
Uno shock assoluto ...  con il "mio" Michele Di Gregorio  vestito di Giallo che assisteva impotente al maramaldeggiante atteggiamento degli attaccanti toscani. 
Ma il Giallo Vestito del "mio" portiere, sin dai lontani ricordi dei voli plastici del "mio"  belga Pfaff nel cielo azzurro di Mexico 1986, ha sempre portato bene.
E quindi anche sul 2-0 per il Pisa  la Fede, pur vacillando sotto le bordate "toscane",  è rimasta in piedi e a quei pisani che, già sfregandosi le mani ricordando lo spareggio Pisa-Monza del  2007 per la promozione in B con uno striscione all'epoca esposto che recava scritto   "VI SI TROMBA LA MONACA", andrebbe ricordato che ora, al timone del Monza vi è il Berlusca che, in fatto di "tromba" non sta secondo dietro nessuno ... e alla fine  il tabellone reca Pisa 3 - Monza 4 lasciando poco margine di spazio tra "quei che andavano trombando e quei che vennero trombati".
In mezzo a tutto ciò trova spazio il filo rosso (bianco ora ...  nero allora)  che collega le attuali vicende del Monza a quelle del Milan che proprio in questo anno di Grazia 2022 vince il suo Scudetto n.19.
Il filo che collega tutto è in realtà un Sole, Giallo,  come la maglia di Michele Di Gregorio.
Questo "Sole" non è un sole qualunque ...  ma arriva da una "proclamata profezia" che si perde nella notte dei tempi.
E' il "Sole in Tasca" che si portano appresso Berlusconi e Galliani e che, per le vicende passate dove il Rosso era per loro abbinato al Nero, viene raccontato in maniera esemplare da Giuseppe Pastore nel suo libro "IL MILAN COL SOLE IN TASCA. GLI ANNI  1986-1994".
E' quel Sole che splende laddove si incrociano le strade che passano tra   una programmazione "manageriale superiore" e una vera e sana "Passione",  vero e unico "propellente" per raggiungere traguardi che passeranno alla Storia.



Contattato Pastore su Facebook la mattina del 21 maggio scorso (scaramanticamente 24 ore prima della sfida scudetto con il Sassuolo che è valso lo Scudetto al mio Milan),  ho potuto trovare in questo giornalista e scrittore uno spirito affine nel vedere le cose del calcio ed ho potuto condividere sulla mia bacheca alcuni suoi  "pensieri" che, da persona che ha studiato e è riuscito ad entrare direttamente nel mondo del  "Berlusconismo Calcistico" in maniera totale,   ha scritto sulla sua bacheca la sera dello scorso 29 maggio, appena dopo il fischio finale di Mariani a Pisa, queste parole: 

"Da quando è uscito questo libro (24 febbraio), in meno di 100 giorni:
- il Milan ha vinto lo scudetto dopo 11 anni
- Carlo Ancelotti ha vinto il campionato e la Champions League
- Ariedo Braida è stato promosso in serie A (con la Cremonese)
- Berlusconi e Galliani sono stati promossi in serie A con il Monza
Pertanto, se lavorate in una società sportiva mediamente gloriosa e siete interessati a rilanciarne il marchio a prezzi tutto sommato contenuti, scrivetemi o telefonatemi ore pasti."

(Giuseppe Pastore - tratta da un post su Facebook)



Con ciò voglio fare la considerazione che sfugge  a qualche "Analfabeta Funzionale del Calcio", affermando che Berlusconi e Galliani non hanno portato il Monza in Serie A solo perché avevano più Soldi degli altri: certo, coi soldi compri i giocatori migliori, ma non sempre basta, altrimenti il PSG sarebbe campione d'Europa e del Mondo ...  dietro al "Miracolo" Monza del 2022 c'è esattamente il tipo di "appassionata"  programmazione e "amalgama" che viene chiaramente esposta nelle pagine del libro di Pastore.
Il "Sole in Tasca" di quel periodo fantastico della Storia Rossonera è tramontato  non prima, però,  di averci regalato immense meraviglie solo per risorgere ora, decenni dopo,  colorando l'orizzonte di Biancorosso ... 
L'immagine di Michele Di Gregorio, emozionato e visibilmente sfinito, appoggiato a fine gara sui tabelloni pubblicitari  a Pisa è l'avverarsi della mia "facile profezia"  dello scorso 21 febbraio 2021:  giunto al suo terzo playoff di fila per la promozione in massima serie  finalmente per lui si apre il meritatissimo sipario della Serie A.
Furono i tifosi del Pordenone, all'inizio della stagione 2019,  a soprannominarlo Tiger-Man dopo una notte di fantastiche parate contro lo Spezia.
E il giallo striato di  nero della sua divisa,  nella notte di Pisa, resterà per sempre il Marchio  della Tigre, il sigillo definitivo  sulla promozione del Monza in Serie A nell'anno di Grazia 2022.
Ed è già Storia.











 


   














sabato 28 maggio 2022

Birger Jensen e la Leggenda del portiere danese che finì sulla copertina dell'album Panini inglese

 



Londra,  10 Maggio  1978, Stadio di Wembley.
Quella sera nella splendida cornice della "Cattedrale del Calcio" andò in scena l'atto finale della Coppa dei Campioni edizione 1978/1979.
A contendersi il Trofeo  erano  il Liverpool di Mister Bob Paisley (dententore del Trofeo) e i belgi del Club Bruges che in semifinale aveva eliminato  la Juventus.
Tra i pali dei Reds  il leggendario Ray Clemence mentre il collega dirimpettatio chiamato  a difendere i pali della formazione belga era il certamente meno noto danese Birger Jensen. 
Una carriera, la sua, iniziata nei pali del B-1903 formazione di Copenhagen nel 1971 e proseguita poi dal 1974 al  1988  in Belgio nel Club Bruges squadra nella quale Jensen  giocò 390 partite vincendo per cinque volte il campionato e collezionando altri trofei minori e anche 19 presenza con la maglia da titolare della nazionale di calcio danese.



La finale di quel 10 maggio 1978  venne decisa da un lampo di Kenny Dalglish  che piegò la difesa belga e infilò sul palo più lontano l'incolpevole Jensen, sin lì preciso in ogni intervento a tenere i suoi in partita.
Già due anni prima, nel 1976, Liverpool e Bruges e i loro rispettivi guardiani, Clemence e Jensen si erano affrontati in una finale di coppa Europea: si trattava della Coppa Uefa. Anche in quella occasione i Reds ebbero la meglio: dopo aver vinto in casa 3-2 gli inglesi impattarono in Belgio per 1-1 aggiudicandosi il trofeo. 
Di quella partita, ciò che per Jensen passò alla storia, fu una sua foto che, scattata mentre il belga in uscita alta toglieva il pallone al giocatore inglese David Fairclough, sarebbe poi finita sulla copertina della raccolta di figurine Panini del Campionato Inglese edizione 1979.
Il Celebre "Album Panini" arrivò in Inghilterra, la prima volta, nel 1978 e quindi,  nella sua seconda edizione del 1979 ecco subito una copertina con un portiere in bell'evidenza ... e questi era Birger Jensen ... un danese sul Panini Inglese.
Per ritrovare un altro  numero 1 sulla copertina del "Panini"  inglese  si dovettero attendere 13 anni.
Nell'edizione 1992  tale onore toccò al Leggendario Guardiano dell'Arsenal  David Seaman.



Poi,  dopo l'edizione  1993,  questioni di diritti e vicende conseguenti portarono alla sospensione della raccolta delle figurine Panini che, in Inghilterra, ritorneranno solo nel  2020.

Nel frattempo è diventata una  Leggenda quella di Jensen, " il  Danese sul Panini inglese" .









domenica 1 maggio 2022

QUANDO MICHEL PREUD'HOMME BLOCCO' IL GRANDE MILAN DI SACCHI

 



Accadde la sera del 21 marzo del 1990 allo Stadio Giuseppe Meazza, in  San Siro, Milano.
Quella sera si disputò la gara di ritorno valevole per i quarti di finale della Coppa dei Campioni stagione 1989/1990.
Ospite del Milan era la formazione belga del Malines.
Dopo lo 0-0 maturato nella gara di andata disputata in Belgio il 7 marzo del 1990 gara nella quale il portiere del Milan Giovanni Galli riuscì a tenere la sua porta inviolata con due interventi strepitosi si tornava a Milano per la decisiva gara di ritorno.
E' stato chiesto recentemente a Giovanni Galli di stilare la sua personale "formazione ideale" di ogni tempo: il portiere toscano non ha avuto esitazione e, tra i pali della sua squadra ideale, ha inserito il belga Preud'Homme.
Sicuramente su questo giudizio ha influito quella famosa gara del 21 marzo 1990.
Quella sera Preud'Homme parò l'impossibile costringendo ai tempi supplementari  il grande Milan di Arrigo Sacchi.
Già stella indiscussa della formazione belga, il portiere ricciolone, che in nazionale aveva sostituito più che degnamente il leggendario Jean-Marie Pfaff,  respinse tutto il possibile facendo disperare in più occasioni i  tifosi rossoneri.
I quotidiani italiani tutti, l'indomani, resero merito ed onore a Michel Preud'Homme,  che capitolò solo dopo 105 minuti di fronte al Re Marco Van Basten. L'attaccante rossonero  Marco Simone realizzò poi la rete del definitivo 2-0.
Nella notte del 21 marzo 1990 ritornavamo con i compagni di classe  della quinta A -amministrativo del ITC Jean-Monnet di Mariano Comense dalla gita scolastica  a Vienna.
Se la sorte e il destino ogni tanto si sommano, non si dividono o si moltiplicano, io tornavo da Vienna nel momento stesso in cui, per il Grande Milan di Arrigo Sacchi passava il "Treno" per la Finale della Coppa Campioni  1989/1990 che si disputò proprio a Vienna.
La partita l'ascoltai per radio avendo chiari e limpidi in mente il volto, la maglia e lo stile di quel portiere Belga che aveva davvero il potere di fermare la più Grande Squadra del Mondo in quel momento lì.
Ci riuscì per 105  minuti ... poi il Dio del Calcio  destinò altrimenti i suoi favori.
Resta nella mente, indimenticabile, la serata di Michel Preud'Homme alla scala del Calcio.
Uno dei miei Eroi Alati.


(21-03-1990  MILAN -MALINES 2-0)





domenica 6 febbraio 2022

LUCA BUCCI IL MIO "FANTA-PORTIERE" DELLA STAGIONE 1994-1995

 



Fine di  agosto dell'anno di Grazia  1994,  era il tempo, quello,  dei  "pionieri" del FantaCalcio.
Primi esperimenti di una forma di intrattenimento che, col tempo, si sarebbe trasformata in  un'ottima  macchina per far  soldi.
Nella nebbia dei  tempi l'unica mia certezza era quella di avere in formazione quello che consideravo il "portiere del futuro":  Luca Bucci nato a Bologna il 13 marzo 1969 anni, portiere del Parma, erede di sua Maestà Claudio André Taffarel.
Bucci si rivelò in tutta la sua straordinaria bravura nel corso della stagione  1992-1993 difendendo i pali della Reggiana di Carlo Ancelotti che quell'anno vinse, a mani basse,  il Campionato di Serie B: con soli 16 reti subite in quel campionato, il portiere bolognese si  impose all'attenzione del grande pubblico e fece ritorno nell'agosto del 1993 alla casa "madre", il Parma.
La prima annata di Bucci in serie A con la maglia del  Parma di concluse con il primo "calice amaro" della sua carriera: nella finale di Coppa delle Coppe disputata a Copenaghen il 4 maggio 1994 il Parma venne sconfitto,  per una rete a zero, dagli inglesi dell'Arsenal. 
In campionato la formazione allenata da Nevio Scala concluse quella stagione al quinto posto e Luca Bucci collezionò 32 presenze.
Nell'asta di quel  "primitivo"  FantaCalcio, ricordo per certo,   lasciai  sul tavolo una  fortuna ma alla fine  Luca Bucci fu il primo portiere della mia  fanta-formazione CAMPER 1994.
Ogni venerdì sera il suo nome era il primo del mio listone.
Il resto della formazione, devo confessare, non la ricordo  più ... per certo però ricordo che non fu  una  grande  annata per  CAMPER 1994 e questo al di là delle sempre  ottime prestazioni del mio portiere che finì terzo classificato con il suo Parma il suo secondo campionato di  Serie A.
In quel crescendo di popolarità,  per  Luca  Bucci, arrivò anche il primo trofeo internazionale proprio al termine di quell'annata 1994-1995 allorché il Parma  vinse la  Coppa Uefa superando la Juventus nel doppio confronto  (vittoria 1-0 a Parma con gol di Dino Baggio  e  pareggio 1-1 nel ritorno a a Milano con reti di Vialli per la Juve e nuovamente Baggio per il Parma).
Nel mezzo di tutto questo, per Luca Bucci, ci fu anche la  chiamata in Nazionale da parte di Mister Arrigo Sacchi che, si narra, stravedesse per il portiere emiliano. Terzo portiere all'epoca del Mondiale USA dell'estate 1994 per Bucci sembrò aprirsi un futuro da numero 1 in Nazionale tra Peruzzi e Pagliuca. Una sfortunata serie di coincidenze, iniziata il 10 ottobre 1995, con l'espulsione dopo soli 10 minuti nella sua prima gara da titolare contro la Croazia in una gara valida per le qualificazioni ad Euro 1996, lo porterà nel giro di  dodici mesi fuori dal giro azzurro in coincidenza con la chiusura del ciclo di Sacchi.
Nel corso della stagione 1995-1996  l'esordio  tra i pali di un giovanotto di nome  Gianluigi Buffon pose fine, di fatto, alla permanenza di  Bucci a Parma anche se il nostro restò ancora qualche tempo finché, nel gennaio 1997, si trasferì in prestito   a  Perugia dove giocò le 17 gare del girone di ritorno.
Luca Bucci vestirà poi la maglia del Torino, dell'Empoli prima di fare ritorno per quattro stagioni a Parma e chiudere a Napoli la sua carriera nel giugno del 2009.
Per quanto il suo talento fosse "puro" per Luca Bucci  il treno della  Fortuna non è mai passato per bene e fino in fondo.
Il suo indiscutibile talento resterà per sempre relegato a quei giorni di "un futuro passato" di un "poteva essere e non è statao" ... che lasciano sempre un po' di amaro in bocca.
Per me resterà, sempre e per sempre, il mio primo portiere di FantaCalcio, del passato e del futuro.




















domenica 23 gennaio 2022

IL CALCIO E L'AMORE AI TEMPI DELL'UOMO RAGNO

 




Eletto per tre anni di  fila dal 1989 al 1991  come  miglior  portiere del mondo dall'IFFHS  (International Federation of Football History and Statistics)  la Leggenda di  Walter Zenga  rivive in questo libro che, uscito sul  finire del 2021,  è da considerare la sua autobiografia "definitiva" .
Nelle  240  pagine  di questo  libro  si ripercorre tutta la carriera  di Zenga. 
Scritto in maniera semplice ed efficace, con tutta una serie di  episodi e aneddoti  che rendono la lettura scorrevole e piacevole allo stesso tempo, questo  ERO  L'UOMO RAGNO  mette sul piatto della bilancia la  fama del calciatore/allenatore da una parte  e la vita sentimentale  "avventurosa" del nostro dall'altra, per giungere, infine, ad  una  auto-disamina molto sincera che  Zenga fa del suo tempo e dei suoi amori.
Scorrendo le pagine del libro ho rivissuto quel  periodo magico a cavallo tra gli  anni  ottanta e novanta quando Zenga,  con la sua nuova compagna  Roberta Termali e Fabio Fazio,  conduceva su  Odeon Tv  il programma  sportivo FORZA ITALIA: uno straordinario contenitore di storie di sport che, all'epoca, si conquistò uno zoccolo duro di spettatori che ne decretarono un buon successo anche in termini commerciali.
Walter Zenga rappresenta ancora oggi una  autentica Leggenda per quelli che  amano il ruolo del portiere, e questo indipendentemente da qualsiasi credo calcistico: il ragazzo aveva uno stile unico in campo e, a rileggerne le peripezie sentimentali, anche  fuori.
Rivederlo in azione  nei filmati di repertorio o ammirandone anche una semplice  foto sul campo  riporta subito alla mente il suo dinamico senso del volo, l'istinto acrobatico e quello stile che lo rendeva unico.
Un libro che consiglio di leggere a tutti gli amici portieri e in generale a tutti quelli che sanno bene che, quando gli parli di Walter Zenga, stai parlando dell'Uomo Ragno, un personaggio Fantastico che dicono non sia mai realmente esistito ma che noi, ragazzi dei settanta,  abbiamo visto con i nostri occhi svolazzare da un palo all'altro di una porta su un campo di calcio ai confini con l'infinito del bel tempo che fu. 






sabato 19 giugno 2021

"ELOGIO DEL GUARDAMETA": TUTTI I PORTIERI DI JAVIER SANZ

 




Alle 12,30 di mercoledì 9 giugno 2021 il postino mi recapita una voluminosa busta.

La busta arriva da Madrid, Spagna.

Confesso:  era una busta "molto attesa".

Il contenuto è un maestoso volume di 400 pagine dal titolo  ELOGIO DEL GUARDAMETA  la cui copertina vedete raffigurata qui sopra riprende una storica stampa di Bartolozzi (tratta da Aire LIbre - 1924). 

Li dentro ci ho trovato tutti i miei "Eroi Alati".

Tutti i miei compagni di Viaggio,  dall'infanzia all'adolescenza , sino ad oggi lungo 50 anni di cammino.

Tutti quei Numeri 1 che l'Amico Javier Sanz ha raccolto dentro un unico, immenso, prezioso Volume.

Questi sono tutti i  Portieri di Javier Sanz ... ma sono anche i miei Portieri ... e sono i Portieri di tutti i Portieri, di tutti quei  "solitari" che, più o meno pazzi, scelgono un Ruolo per Vocazione e lo fanno diventare uno "Stile di Vita".

L'amico Javier mi ha donato il libro, donandomi anche una dedica sullo stesso e ricordandomi tra gli amici cui il libro è dedicato: un Sogno per chi, come il sottoscritto, ha sempre coltivato questa passione per i NUMERI 1 DEL MONDO sin da piccolo.

Lo considero uno degli "Atti di Amore" più grandi che mi siano mai stati regalati in questi anni di "passione sportiva" ed esistenza Umana, così come mi ha davvero riempito di gioia vedere nominato questo blog su cui scrivo nella pagine del libro.

Javier Sanz aveva già riscaldato il mio cuore con il suo primo lavoro di cui potete andare a trovare traccia al post seguente: I NOSTRI EROI TRA I PALI RACCONTATI DA JAVIER SANZ 

E' proprio grazie a quel libro, che acquistai online, che entrai in contatto con questo "Fantastico Amico" il quale, lui per primo Portiere nel Deportivo Sigüenza , raccontava di quei Portieri a me familiari con aneddoti e curiosità che mai avevo sentito prima. 

Insomma: fu un colpo di fulmine e tanta era la curiosità di conoscere Javier, Eminenza dell'Accademia Nazionale di Medicina in Spagna,  Professore di Storia della Medicina all'Università Complutense di Madrid, ed autore di splendide pubblicazioni in campo storico-sanitario e, ovviamente,  sportivo.

Ora, a distanza di quasi sette anni da quel primo libro l'Amico Javier ha rimesso mano al suo originale progetto ampliandolo in maniera sostanziosa e proponendo storie che si perdono nella notte dei tempi, passando per la vicenda dell'italiano Enzo Parissi nativo di Genova che salvò  la vita a molti militari ai tempi della seconda guerra mondiale, passando per un cantautore, sempre di Genova, il "Nostro" Francesco Baccini, spaziando poi dai Leggendari Jascin e Zamora, sino al primato di longevità agonistica di Lamberto Boranga, con un capitolo dedicato al braccio che il mio "Eroe Alato Preferito" Jean-Marie Pfaff rischiò di vedersi amputato all'età di dodici anni, narrando degli splendidi voli di Iribar, Ramallets, le vicende umane del rumeno Ducadam, di Victor Valdes, Arconada, Banks e la tragedia del tedesco Enke ... e via via ... a sfilare centinaia e centinai di nomi, fatti, storie, aneddoti.

Prefazioni celebri e ben dosate sono quelle dell'ex giocatore del Real Madrid  (ai tempi della "Quinta del Buitre)  Miguel Pardeza, come quelle di Marcos López, Vicente Verdú, Josè Antonio Martín Otín "Petón"

A complemento dell'opera Javier mette in fila le classifiche che vedono i vincitori del Trofeo Zamora dedicato al miglior portiere del campionato spagnolo, poi  i Migliori Portieri del Mondo secondo l'Istituto di Storia del Calcio IFFHS, e quelli indicati come Migliori dei Campionati Mondiali di Calcio edizione per edizione.

Alla fine dei conti si può dire: ELOGIO DEL GUARDAMETA è una "sorta" di Almanacco Definitivo dei "Nostri" Eroi  con il Numero 1 sulle spalle  ai quali   il libro è dedicato  ... 

E proprio riprendendo le parole di Javier nelle  dedica ...


Y, cómo no,

a vosotros, colegas célebres y anónimos

fundamento de este libro.

Sabéis de cuanto hablo.


(Javier Sanz)




(Javier Sanz con la maglia del Deportivo Sigüenza)




SCHEDA TECNICA DEL LIBRO

FICHA TÉCNICA

ISBN9788418387982
Fecha de publicación14/06/2021
EditorialEditorial Renacimiento
ColecciónLos Cuatro Vientos
Nº en la colección184
Edición1ª Edición
Altura210 mm
Anchura150 mm
EncuadernaciónRústica
Número de páginas408
Idiomaspa


BIOGRAFIA DI JAVIER SANZ  
(tratta da sito EDITORIAL RENACIMIENTO)

Javier Sanz (Sigüenza, 1957). Académico de Número de la Real Academia Nacional de Medicina de España, ocupa el sillón 24 «Historia de la Medicina». Doctor en Medicina y Cirugía, en Odontología y en Historia, y especialista en Estomatología, es profesor de la Unidad de Historia de la Medicina de la UCM y socio fundador y presidente, durante veinticinco años, de la Sociedad Española de Historia de la Odontología (SEHO). A esta especialidad ha dedicado su mayor atención docente e investigadora. Autor de numerosos libros, desde una Historia General de la Odontología Española hasta un Diccionario Biográfico Histórico de Dentistas, sin olvidar los diez volúmenes de la colección que edita, Clásicos de la Odontología Española, ha dedicado atención a otros asuntos como la historia de la Farmacia, de los Hospitales o de las Universidades, teniendo siempre como referente la investigación archivística. Espectador de la vida de su país, ha colaborado como columnista en diferentes medios: Guadalajara Dosmil, La Crónica de Guadalajara y Nueva Alcarria durante más de dos décadas, apuntando a los temas de índole política, cultural y social y también condujo la sección de historia de la Medicina en el programa El ojo clínico de TVE.























mercoledì 2 giugno 2021

ANTONIO VETTORE AI TEMPI DEL MILAN E I QUIZ DEL MIO AMICO MARCO

 



Avendo ben nota la mia passione per i portieri di tutto il mondo il mio  amico  Marco spesso mi manda delle foto su WhatsApp con la domanda  "Indovina Chi è ?".
Segue spesso la risposta esatta ma poi, va detto, Marco è un profondo conoscitore del calcio e quindi altrettanto spesso capita che la mia risposta sia sbagliata o, anche, che non riesca proprio a cavarmela senza qualche aiutino.
Queste splendide trovate sono "proprie" della fantastica personalità di Marco, ragazzo che spande nella vita un sacco di "Idrogeni nel Mare dell'Oblio" come direbbe il Maestro Franco Battiato.
Un giorno mi mandò una foto di un portiere che avevo già visto, mi era assolutamente familiare, ne ero sicurissimo ma del quale non riuscivo assolutamente a ricordare il nome.
Il "Ragazzo" in questione  è Antonio Vettore. 
Ed il fatto che fosse stato il terzo portiere del "mio" Milan nella stagione 1985-1986, e quindi con tanto di poster che per un anno buono campeggio nella mia cameretta  e dal quale evinsi derivava la familiarità del viso fu per me  un duro colpo da digerire. Tanto che, a distanza di tempo, ho messo insieme queste righe a memoria.
In quella stagione 1985/1986 Vettore non scese mai in campo con la maglia rossonera.
Cresciuto nelle giovanili del Milan  Antonio Vettore fu aggregato alla prima squadra Rossonera nella stagione 1980/1981 che vedeva il Diavolo lottare in serie B dopo la retrocessione seguita alla brutta pagina del calcio-scommesse.
In quel Milan il titolare era il mio "idolo" Ottorino Piotti: Antonio Vettore era il suo secondo e, in due occasioni scese in anche in campo.
Nella gara di andata contro il Vicenza sostituì in corsa  Piotti che era stato espulso e, nella domenica successiva, il 7 dicembre 1980 fu lui il titolare a guardia della porta del Milan per la squalificata  di Piotti. 
Non fu una grande domenica per "noi". Al contrario, quella partita, costituì un ricordo indelebile per tutti i tifosi del Taranto che ci superò per ben 3 reti a 0.
Vettore, pur non avendo colpe specifiche in occasione dei gol del Taranto, non scese mai più in campo con la maglia rossonera e l'anno successivo passo alla Reggina. Di lì andò poi alla Sambenedettese e al Prato prima di rientrare a Milano per fare il terzo dietro Terraneo e Nuciari nella stagione 1985-1986 di cui al poster che me l'aveva reso familiare.
Il mio amico Marco lo conobbe sul finire degli anni ottanta, nel corso della permanenza di Vettore nella "sua"  Ancona e, evidentemente serbandone un buon ricordo, mi propose la sua foto nel corso delle sue sessioni di quiz "Indovina il portiere".
E così, più di trent'anni dopo, il volto di Antonio Vettore è ritornato in circolo da " quel tempo / che lascia andare via / che lascia andare via / gli idrogeni nel mare dell'oblio." riportando ad oggi un tempo passato con la forza dei ricordi sempre dietro e la possibilità di avere per un attimo una "reunion" fantastica con "quei tempi spensierati della giovinezza".

Grazie Sempre Marco.



(07/12/1980  TARANTO - MILAN 3-0)