Visualizzazioni totali

sabato 19 giugno 2021

"ELOGIO DEL GUARDAMETA": TUTTI I PORTIERI DI JAVIER SANZ

 




Alle 12,30 di mercoledì 9 giugno 2021 il postino mi recapita una voluminosa busta.

La busta arriva da Madrid, Spagna.

Confesso:  era una busta "molto attesa".

Il contenuto è un maestoso volume di 400 pagine dal titolo  ELOGIO DEL GUARDAMETA  la cui copertina vedete raffigurata qui sopra riprende una storica stampa di Bartolozzi (tratta da Aire LIbre - 1924). 

Li dentro ci ho trovato tutti i miei "Eroi Alati".

Tutti i miei compagni di Viaggio,  dall'infanzia all'adolescenza , sino ad oggi lungo 50 anni di cammino.

Tutti quei Numeri 1 che l'Amico Javier Sanz ha raccolto dentro un unico, immenso, prezioso Volume.

Questi sono tutti i  Portieri di Javier Sanz ... ma sono anche i miei Portieri ... e sono i Portieri di tutti i Portieri, di tutti quei  "solitari" che, più o meno pazzi, scelgono un Ruolo per Vocazione e lo fanno diventare uno "Stile di Vita".

L'amico Javier mi ha donato il libro, donandomi anche una dedica sullo stesso e ricordandomi tra gli amici cui il libro è dedicato: un Sogno per chi, come il sottoscritto, ha sempre coltivato questa passione per i NUMERI 1 DEL MONDO sin da piccolo.

Lo considero uno degli "Atti di Amore" più grandi che mi siano mai stati regalati in questi anni di "passione sportiva" ed esistenza Umana, così come mi ha davvero riempito di gioia vedere nominato questo blog su cui scrivo nella pagine del libro.

Javier Sanz aveva già riscaldato il mio cuore con il suo primo lavoro di cui potete andare a trovare traccia al post seguente: I NOSTRI EROI TRA I PALI RACCONTATI DA JAVIER SANZ 

E' proprio grazie a quel libro, che acquistai online, che entrai in contatto con questo "Fantastico Amico" il quale, lui per primo Portiere nel Deportivo Sigüenza , raccontava di quei Portieri a me familiari con aneddoti e curiosità che mai avevo sentito prima. 

Insomma: fu un colpo di fulmine e tanta era la curiosità di conoscere Javier, Eminenza dell'Accademia Nazionale di Medicina in Spagna,  Professore di Storia della Medicina all'Università Complutense di Madrid, ed autore di splendide pubblicazioni in campo storico-sanitario e, ovviamente,  sportivo.

Ora, a distanza di quasi sette anni da quel primo libro l'Amico Javier ha rimesso mano al suo originale progetto ampliandolo in maniera sostanziosa e proponendo storie che si perdono nella notte dei tempi, passando per la vicenda dell'italiano Enzo Parissi nativo di Genova che salvò  la vita a molti militari ai tempi della seconda guerra mondiale, passando per un cantautore, sempre di Genova, il "Nostro" Francesco Baccini, spaziando poi dai Leggendari Jascin e Zamora, sino al primato di longevità agonistica di Lamberto Boranga, con un capitolo dedicato al braccio che il mio "Eroe Alato Preferito" Jean-Marie Pfaff rischiò di vedersi amputato all'età di dodici anni, narrando degli splendidi voli di Iribar, Ramallets, le vicende umane del rumeno Ducadam, di Victor Valdes, Arconada, Banks e la tragedia del tedesco Enke ... e via via ... a sfilare centinaia e centinai di nomi, fatti, storie, aneddoti.

Prefazioni celebri e ben dosate sono quelle dell'ex giocatore del Real Madrid  (ai tempi della "Quinta del Buitre)  Miguel Pardeza, come quelle di Marcos López, Vicente Verdú, Josè Antonio Martín Otín "Petón"

A complemento dell'opera Javier mette in fila le classifiche che vedono i vincitori del Trofeo Zamora dedicato al miglior portiere del campionato spagnolo, poi  i Migliori Portieri del Mondo secondo l'Istituto di Storia del Calcio IFFHS, e quelli indicati come Migliori dei Campionati Mondiali di Calcio edizione per edizione.

Alla fine dei conti si può dire: ELOGIO DEL GUARDAMETA è una "sorta" di Almanacco Definitivo dei "Nostri" Eroi  con il Numero 1 sulle spalle  ai quali   il libro è dedicato  ... 

E proprio riprendendo le parole di Javier nelle  dedica ...


Y, cómo no,

a vosotros, colegas célebres y anónimos

fundamento de este libro.

Sabéis de cuanto hablo.


(Javier Sanz)




(Javier Sanz con la maglia del Deportivo Sigüenza)




SCHEDA TECNICA DEL LIBRO

FICHA TÉCNICA

ISBN9788418387982
Fecha de publicación14/06/2021
EditorialEditorial Renacimiento
ColecciónLos Cuatro Vientos
Nº en la colección184
Edición1ª Edición
Altura210 mm
Anchura150 mm
EncuadernaciónRústica
Número de páginas408
Idiomaspa


BIOGRAFIA DI JAVIER SANZ  
(tratta da sito EDITORIAL RENACIMIENTO)

Javier Sanz (Sigüenza, 1957). Académico de Número de la Real Academia Nacional de Medicina de España, ocupa el sillón 24 «Historia de la Medicina». Doctor en Medicina y Cirugía, en Odontología y en Historia, y especialista en Estomatología, es profesor de la Unidad de Historia de la Medicina de la UCM y socio fundador y presidente, durante veinticinco años, de la Sociedad Española de Historia de la Odontología (SEHO). A esta especialidad ha dedicado su mayor atención docente e investigadora. Autor de numerosos libros, desde una Historia General de la Odontología Española hasta un Diccionario Biográfico Histórico de Dentistas, sin olvidar los diez volúmenes de la colección que edita, Clásicos de la Odontología Española, ha dedicado atención a otros asuntos como la historia de la Farmacia, de los Hospitales o de las Universidades, teniendo siempre como referente la investigación archivística. Espectador de la vida de su país, ha colaborado como columnista en diferentes medios: Guadalajara Dosmil, La Crónica de Guadalajara y Nueva Alcarria durante más de dos décadas, apuntando a los temas de índole política, cultural y social y también condujo la sección de historia de la Medicina en el programa El ojo clínico de TVE.























mercoledì 2 giugno 2021

ANTONIO VETTORE AI TEMPI DEL MILAN E I QUIZ DEL MIO AMICO MARCO

 



Avendo ben nota la mia passione per i portieri di tutto il mondo il mio  amico  Marco spesso mi manda delle foto su WhatsApp con la domanda  "Indovina Chi è ?".
Segue spesso la risposta esatta ma poi, va detto, Marco è un profondo conoscitore del calcio e quindi altrettanto spesso capita che la mia risposta sia sbagliata o, anche, che non riesca proprio a cavarmela senza qualche aiutino.
Queste splendide trovate sono "proprie" della fantastica personalità di Marco, ragazzo che spande nella vita un sacco di "Idrogeni nel Mare dell'Oblio" come direbbe il Maestro Franco Battiato.
Un giorno mi mandò una foto di un portiere che avevo già visto, mi era assolutamente familiare, ne ero sicurissimo ma del quale non riuscivo assolutamente a ricordare il nome.
Il "Ragazzo" in questione  è Antonio Vettore. 
Ed il fatto che fosse stato il terzo portiere del "mio" Milan nella stagione 1985-1986, e quindi con tanto di poster che per un anno buono campeggio nella mia cameretta  e dal quale evinsi derivava la familiarità del viso fu per me  un duro colpo da digerire. Tanto che, a distanza di tempo, ho messo insieme queste righe a memoria.
In quella stagione 1985/1986 Vettore non scese mai in campo con la maglia rossonera.
Cresciuto nelle giovanili del Milan  Antonio Vettore fu aggregato alla prima squadra Rossonera nella stagione 1980/1981 che vedeva il Diavolo lottare in serie B dopo la retrocessione seguita alla brutta pagina del calcio-scommesse.
In quel Milan il titolare era il mio "idolo" Ottorino Piotti: Antonio Vettore era il suo secondo e, in due occasioni scese in anche in campo.
Nella gara di andata contro il Vicenza sostituì in corsa  Piotti che era stato espulso e, nella domenica successiva, il 7 dicembre 1980 fu lui il titolare a guardia della porta del Milan per la squalificata  di Piotti. 
Non fu una grande domenica per "noi". Al contrario, quella partita, costituì un ricordo indelebile per tutti i tifosi del Taranto che ci superò per ben 3 reti a 0.
Vettore, pur non avendo colpe specifiche in occasione dei gol del Taranto, non scese mai più in campo con la maglia rossonera e l'anno successivo passo alla Reggina. Di lì andò poi alla Sambenedettese e al Prato prima di rientrare a Milano per fare il terzo dietro Terraneo e Nuciari nella stagione 1985-1986 di cui al poster che me l'aveva reso familiare.
Il mio amico Marco lo conobbe sul finire degli anni ottanta, nel corso della permanenza di Vettore nella "sua"  Ancona e, evidentemente serbandone un buon ricordo, mi propose la sua foto nel corso delle sue sessioni di quiz "Indovina il portiere".
E così, più di trent'anni dopo, il volto di Antonio Vettore è ritornato in circolo da " quel tempo / che lascia andare via / che lascia andare via / gli idrogeni nel mare dell'oblio." riportando ad oggi un tempo passato con la forza dei ricordi sempre dietro e la possibilità di avere per un attimo una "reunion" fantastica con "quei tempi spensierati della giovinezza".

Grazie Sempre Marco.



(07/12/1980  TARANTO - MILAN 3-0)



 


domenica 21 febbraio 2021

MICHELE DI GREGORIO PORTIERE KAMIKAZE DEL MONZA 2021-2021 CHE FARA' LA STORIA

 



C'è stato un tempo, a cavallo tra gli ottanta e i novanta,  nel corso del quale mi erano familiari tutti i portieri  dei principali  campionati di calcio al mondo.
Una passione che  a quei tempi, senza  le attuali comodità di internet, cullavo leggendo tonnellate di pubblicazioni  italiane e straniere, partendo dal Guerino e passando per quell'Annuario Del Calcio Mondiale che riportava, bontà loro,  una quantita di informazioni sul calcio internazionale davvero monumentale e che era il frutto di un lavoro di ricerca davvero prezioso per appassionati e addetti ai lavori.
Poi col tempo,  e lo scorrere naturale delle cose della vita,  quella passione si è via via affievolita e per le  nuove leve di  Numeri 1 in giro per il mondo ho perso un po' l'interesse  ma soprattutto le  bussole.
E se appare chiaro che,  già da qualche anno, il migliore al mondo è quel tedesco, Neuer, al quale ho dedicato un post in precedenza su questo blog, poco tempo fa mi aveva un po' stuzzicato interesse  il "mio"  milanista Donnarumma ma, subito dopo i problemi sul rinnovo del contratto nel corso del 2017, quell'interesse svanì con la poca poesia figlia (legittima) di questi tempi.
Più facile ritornare nel "porto" sicuro, cioè in quel mondo di "Numeri 1"  che allineava ai nastri di partenza i miei Pfaff, Schumacher, Zenga & Co.  un luogo a me così caro e familiare.
A riportarmi sulle tracce di un personaggio "contemporaneo" aveva contribuito pochi anni fa l'amico Marco all'epoca di quella "Memorabile" intervista telefonica col portiere bergamasco Alberto Brignoli, pochi giorni dopo il suo storico gol con la maglia del Benevento proprio contro il "mio" Milano, uno dei tre portieri in tutta la Storia del Calcio in Italia ad aver realizzato una rete su azione (insieme con Taibi e Rampulla) che potete rileggere qui Intervista ad Alberto Brignoli - il Portiere del Sogno
In questa stagione calcistica 2020-2021  ho  trovato un portiere che, per caratteristiche puramente tecniche,  mi ha davvero conquistato:  Michele Di Gregorio, classe  1997, portiere del Monza, con cartellino di  proprietà dei "cugini" interisti, e  un passato tra i pali delle giovanile della stessa Inter e passaggi  tra Renate, Novara in Lega Pro e Pordenone in serie B.
Proprio in alcune immagini delle partite dello scorso campionato di B con la maglia del Pordenone, diretto dal mister  Attilio Tesser,  ho potuto apprezzare lo straordinario "tasso tecnico" di questo ragazzo che, nelle uscite basse, ha lo stesso travolgente impeto di quel  Giorgio Ghezzi che, soprannominato "Kamikaze", fece la fortuna di Inter e Milan negli anni cinquanta e sessanta del secolo scorso.
Michele Di Gregorio di Giorgio Ghezzi ha lo stesso impeto e, per quel poco che ho potuto vedere sinora,  il soprannome "Kamikaze" gli calza a pennello.
Acquistato nel  corso dell'ultimo mercato estivo dal Monza della Premiata Ditta   Berlusconi & Galliani  il portiere milanese, dopo le prime giornate di campionato passate in panchina ad osservare il comasco Eugenio Lamanna, ha conquistato la fiducia di  mister Brocchi e, da metà dicembre, è il titolare  a guardia della porta della formazione brianzola.
Quando scrivo queste righe mancano ancora 14 giornate di campionato e, il Monza, è secondo con 42 punti alle spalle dell'Empoli che guida la classifica con 45 punti e, per un curioso giro del destino, tra i pali della formazione toscana vi è proprio quell'Alberto Brignoli che è già nella Storia del Calcio, come sopra ricordato ...
Questo incrocio di portieri a me cari  mi piacerebbe  ritrovarlo  l'anno prossimo in Serie A ...
Una Serie A che per il Monza  sarebbe  davvero un passo nella Storia, dato che la formazione brianzola non è mai approdata prima nella massima  Serie.
La Premiata Ditta  Berlusconi & Galliani, dopo il Grande Milan, sono pronti a scrivere una nuova pagina del Calcio qui, a due passi, in Brianza ... 
Il tutto è (anche) nelle mani di Di Gregorio ... "Kamikaze".





(Michele Di Gregorio)







sabato 16 gennaio 2021

IL "MITO" DEL GUERIN SPORTIVO RACCONTATO DA PAOLO FACCHINETTI

 




Accadde  nel mese di ottobre  del 2012.
In quel mese lì per la casa editrice MINERVA EDIZIONI di  Bologna il giornalista Paolo Facchinettì mandò alle stampe un libro che celebrava i 100  anni di storia del celebre periodico sportivo  GUERIN SPORTIVO, per tutti i fans, il "Guerino".
Unico al mondo, per longevità, il nostro "Guerino" venne così celebrato con questo autentico "gioiellino" a cura di Facchinetti che, del Guerin, era stato a più riprese anche direttore oltrechè caporedattore.
Nelle 234 pagine di questo accurato volume Facchinetti narrò gesta, virtù e successi di una rivista che, al mondo, non ha eguali. 
Per tutti quelli che, come me, sono cresciuti all'ombra delle "penne illustri" che da sempre hanno contribuito al successo del Guerino, questo libro rappresentò un po'  la "summa" di  tutto un percorso nel mondo del "nostro calcio" del bel tempo che fu.
Due anni dopo la stesura del libro Paolo Facchinetti ci lasciò.
Per tutti noi "Guerinetti"  la  sua memoria vive tra le pagine di questo libro e tra le righe di quel "blog" che aprì per raccontare la vita di un "giornalista in pensione" e nel quale ancora trovò modo di celebrare il "nostro" con articoli di bellezza poetica come questo che potete leggere al seguente link:

Un Gigante al servizio del Guerino. 








 

domenica 3 gennaio 2021

LA FENOMENALE TRUPPA DEI "PORTIERI TOSCANI" IN SERIE A NELLA STAGIONE 1987-1988

 




Accadde nel corso del campionato  di Serie A  stagione 1987/1988.
L'ultimo dei  campionati disputati a 16 squadre.
In quell'annata lì ben  6  formazioni della massima serie del Campionato di Calcio   avevano tra i pali un portiere di origine  toscana.
I magnifici sei di quella  "Truppa Toscana" erano:

BISTAZZONI  GUIDO nato a Porto Ercole (GR) il  12 marzo  1960 portiere della Sampdoria
GALLI GIOVANNI nato a Pisa (PI) il 29 aprile 1958 portiere del Milan
LANDUCCI MARCO nato a  Lucca (LU) il 25 marzo 1964 portiere della Fiorentina
LORIERI FABRIZIO nato a Massa (MS) l'11 febbraio 1964 portiere del Torino
NISTA ALESSANDRO nato a Collesalvetti (LI)  il 10 luglio 1965 portiere del Pisa
PAZZAGLI ANDREA nato a Firenze (FI) il 18 gennaio 1960 portiere dell'Ascoli.

Questi "Magnifici Toscani"  misero insieme ben 178 presenze in campo sulle 180 a loro disposizione.
Sempre presenti tra i pali delle rispettive formazioni furono: Galli, Nista, Landucci, Lorieri e Pazzagli mentre Guido Bistazzoni, nella Sampdoria allenata da Boskov,  giocò 28 gare lasciando spazio, in due occasioni,  al giovane Gianluca Pagliuca.
Giovanni Galli con il ("mio")  Milan allenato da Arrigo Sacchi vinse il suo primo  Scudetto subendo, in tutto il campionato,  solamente 14 reti.
Nella successiva stagione  1988/1989  i "Magnifici Sei Della Truppa Toscana" brillarono decisamente un po' meno: Nista e Lorieri con i loro rispettivi club, Pisa e Torino giocarono poco e  retrocessero in serie B collezionando rispettivamente 8 e 17 presenze, Bistazzoni nella Samp giocò solo una gara, Landucci giocò tra i pali della Fiorentina 25 partite, Galli nel Milan raccolse 32 presenze mentre l'unico sempre presente tra i pali della sua formazione fu  Andrea Pazzagli che con l'Ascoli scese in campo in tutte le 34 gare di campionato.







domenica 27 dicembre 2020

QUANDO RENZO GALLIANI PASSO' DAL CABIATE AL MILAN

 



Accadde nella metà di quegli splendidi anni '80 dei quali  spesso e volentieri vado narrando su queste pagine.
In quegli anni lì, l'amico Renzo Galliani, uno dei ragazzi con i quali talvolta si condivideva le partitelle di calcetto nel nostro  "Stadio dei Sogni" (che era il campo di pattinaggio del Centro Giovanile San Luigi),  passò a giocare dal nostro C.G. CABIATE al  "mio" Milan.
Mi ricordo bene che, all'epoca, nelle discussioni di calcio fra noi ragazzi in  oratorio, non si parlava d'altro. 
Renzo Galliani, nei miei ricordi, resta un vero talento naturale. 
Un attaccante dall'istinto Puro che, se devo paragonare a qualcuno, con le dovute differeze e precauzioni, accosterei ad un giovane Marco Van Basten.
Vi era nelle sue movenze quell'estrema e sorpredente eleganza ed abilità che te lo faceva subito saltare all'occhio. 
Il passaggio da una piccola realtà come quella del paese ad una società dal grande blasone come quella del Milan era prerogativa di pochi, pochissimi eletti. Gente, insomma, che aveva i Piedi Buoni con entrambe le lettere miuscole.
E il nostro, in virtù di quanto sopra ho esposto, era  con tutto il diritto di questo mondo, tra quei pochi eletti.
Per tutti, all'Oratorio di Cabiate, Renzo Galliani era detto "Uribe", come il formidabile bomber peruviano che in quegli anni lì giocò in Italia con la maglia del Cagliari e che era tra i più forti calciatori sudamericani  dell'epoca insieme a Maradona e ai brasiliani Zico e Falcao. Che poi non ho mai capito quale fosse l'origine di tale soprannome, ma tant'è che, per tutti lui era "Uribe".
Ho il ricordo delle foto di questo nostro amico cabiatese con la maglia del Milan che vedevo e appuntavo regolarmente con dei fogli bianchi inseriti nelle pagine delle riviste di calcio per tenerli a futura memoria. Ho per certo anche alcuni numeri di FORZA MILAN di quegli anni con le  relative foto ma la memoria mi ha riportato a sfogliare ripassando velocemente tutti i vecchi numeri del Guerin Sportivo  a cavallo tra il 1985 e il 1986 e, nel giro di qualche ora,  ho ritrovato quell'articolo che il Guerino dedicò proprio nel dicembre del 1986 alle giovanili Rossonere e dal quale ho tratto le foto che accompagnano questo post. 
Ho chiesto poi l'aiuto del più grande collezionista di materiale calcistico del mondo che io conosca, l'amico Shahan Petrossian che, da Los Angeles,  in meno di due ore mi ha spedito  il  file  PDF  di quel Guerin Sportivo n. 51 datato 17 dicembre 1986.
In quel numero, tra le altre foto delle giovanili rossonere, vi è anche quella che ritraeva l'amico Renzo con i suoi compagni della formazione del  Milan - Giovanissimi  annata 1986/1987 allenata da Luigi Balestra.
Sempre in quel Milan non può passare certo inosservata la figura del portiere Carlo Cudicini ... ragazzo dal cognome  impegnativo e del quale un giorno parlaremo in un post a lui dedicato. 
Sono ricordi, anche questi, di tempi certamente lontani, ma anche di storie che vanno ricordate e, di tanto in tanto ripassate ...
La Storia di Renzo, detto "Uribe", uno degli Eroi del "Nostro Tempo Migliore".




(Foto tratta dal Guerin Sportivo n. 51/1986)




P.S. Grazie a Shahan Petrossian per l'assistenza al pezzo  http://soccernostalgia.blogspot.com/






QUANDO IL MILAN GIOCO' A CABIATE

 


La “rosa” del Milan 1981-82. Da sinistra, in alto: Mariconti (massaggiatore), Collovati, Baresi, Tassotti, Buriani, Piotti, Battistini, Mandressi, Jordan, Maldera, Gambino, Ribolzi (massaggiatore); al centro: Moro, Minoia, Romano, Monti (medico sociale), Ferretti (allenatore in 2a), Radice (allenatore), Grandi (preparatore atletico), Novellino, Antonelli, Cuoghi; in basso: Incontri, Incocciati, Icardi, Cambiaghi, Gadda, Evani, Tumiatti, Galli, Pedretti, Donà



Accadde il 4 febbraio  1982 al Campo Sportivo di Cabiate.
Quel giorno, proprio qui davanti a casa mia, in Via Baracca,  per giocare quella che si poteva, a ragione, definire  "un'amichevole di lusso"  contro il nostro C.G. CABIATE CALCIO  arrivò  il  "mio" MILAN.
Questo post, a  ricordo di un evento "Storico" per tutti gli amanti del calcio della "Piccola Parigi",  non sarebbe stato possibile realizzarlo senza l'aiuto dell'amico Fabio Abbondi che, nel Grande Mare di Internet, ha scovato quel pezzo mancante, necessario per poter stendere le presenti righe, di cui sempre sono andato in cerca ma che mai avevo trovato: il tabellino a testimonianza "unica" di quella gara.
Il tabellino, che Fabio ha recuperato dal sito http://www.magliarossonera.it/ , lo riporto integralmente in calce a queste righe avvertendo che, purtroppo, manca la formazione che il C.G. Cabiate schierò in campo quel giorno.
I ricordi di quella gara, nascosti nei cassetti della mia memoria, sono invero ridotti ad un unico ma prezioso aneddoto.
Con i miei (quasi) 11 anni, in quel giorno del mese di febbraio, ero in giro per la via Dante in compagnia dell'amico Johnny Caldera e sicuramente qualche altro "socio", in tutt'altre faccende affaccendato allorchè facemmo un incontro che poi restò per sempre nella mia memoria come il ricordo di "quando il Milan giocò a Cabiate".   Molto più della partita stessa che, peraltro, non vidi.
Stazionavamo con le nostre biciclette presso la panchina di cemento che, qualcuno tra i più attempati, ricorderà, stava tra il semaforo di Via Dante angolo Viale Repubblica e il Cimitero. Ad un certo punto, proveniente da Viale Repubblica girò in Via Dante una macchina di grossa cilindrata che non passò inosservata: una BMW lustra e imponente  che, dopo aver percorso lentamente poche decine di metri si fermò all'altezza della nostra panchina. Il guidatore tirò giù il finestrino. Quel viso lo riconobbi subito: era Walter Novellino che di quel mio Milan era uno dei giocatori più importanti. Di fianco a lui riconobbi subito anche il biondissimo Ruben Buriani. Ricordo che restai di stucco. Novellino ci chiese dove fosse il campo sportivo e ricordo che gli indicammo il muro grigio che facendo angolo tra la via Dante e la Via Baracca delimitava il confine tra l'Oratorio, Campo Sportivo compreso, e il resto di quel nostro "piccolo mondo".
Esattamente, del come e sopratutto del  perchè di quella gara poi non vidi nemmeno un minuto non ho un ricordo proprio chiaro.
Con il senno di poi, sapendo che tra i pali rossoneri c'era quell'Ottorino Piotti che di lì a un anno diventò uno dei miei idoli tra i numeri 1,  posso dire di  aver mancato un appuntamento "unico" nella vita, di quelli che, sì, sono proprio "treni che passano una volta sola" e lasciano dietro una marea di coccodrilli a piangere lacrime inutili.
Resterà a mia parziale consolazione,  fino alla notte dei tempi, solo il piacere di quell'incontro "ravvicinato" ed inaspettato con Novellino e Buriani ...
Mio fratello Luca, quel pomeriggio, era di servizio al piccolo barinetto del campo sportivo e quindi anche i suoi ricordi di quella partita non sono granchè focalizzati sulla gara quanto piuttosto sul contesto in cui la stessa si svolse.
L'amico Fabio, che vide la partita da dietro la porta  posta sulla Via Baracca, ricorda invece chiaramente l'attacante scozzese Joe Jordan, detto "Lo Squalo", che essendo lo straniero del gruppo era un po' anche la Star, conservando, per esempio, il rammarico di non aver prestato attenzione più di tanto a quel Franco Baresi che col tempo sarebbe poi entrato per sempre nel Mito con la sua maglia numero 6 a mettere il sigillo sull'epoca d'Oro del Leggendario Milan di Sacchi che sarebbe stato lì da venire pochi anni dopo.
Quel Milan della Stagione 1981/1982, invece, passò purtroppo alla storia per la seconda retrocessione in serie B nella storia del Club  e, proprio nella gara di Cabiate in panchina come allenatore dei rossoneri sedette Italo Galbiati che aveva appena preso il posto dell'esonerato Gigi Radice.
Sempre quel Milan fu quello che Carlo Vanzina immortalò nel celebre ECCEZZZIUNALE VERAMENTE con Diego Abatantuono. Le due gare del Milan contro Inter e Juventus, entrambe perse dai rossoneri per 0-1 rispettivamente il 25 ed il 4 di  ottobre  del 1981  furono i primi e poco incoraggianti segnali di quella tribolata stagione.
Così, dopo tanti anni che questo post l'avevo in mente, finalmente è venuto fuori ... 
Ricordi lontani, di un tempo lontano, certamente più felice e spensierato volato via sulle ali dei miei undici anni, qui, nella Piccola Parigi  che oggi, come in quelle cartoline che restano invendute negli espositori e sbiadiscono con il tempo, ha perso i suoi splendenti colori e chissà se potrà rivedere mai un evento come quello che andò in scena quel 4 febbraio di 38 anni fa. 
Un'eternità.




Cabiate (Comunale), 4 febbraio 1982

Milan-Cabiate  11-0 (5-0)

Milan: Piotti (46' Incontri); Tassotti, Maldera III  (65' Gadda); Venturi, Collovati (46' Minoia), Baresi; Buriani, Novellino (46'  Incocciati),  Moro (46'  Evani), Antonelli (60' Cambiaghi), Jordan. All.: Galbiati.

Reti: 8' Buriani, 13' Jordan, 21' Venturi,  34' Jordan, 43' Buriani, 50' Incocciati, 60' Mandressi, 65' Evani, 73' Cambiaghi, 75' Venturi, 80' Mandressi.

Undici gol  contro il Cabiate

ˮCabiate.  - Undici gol,  e un  buon movimento di  tutta la squadra,  apparsa in  salute.  Il  Milan si è preparato così alla  partita col Napoli, offrendo contro i dilettanti del Cabiate (1 divisione)  incoraggianti indicazioni  a  Gal- biati.  Tassotti è ormai recuperato e può rientrare dopo due giornate d'assenza.

Baresi  h disputato  90   minuti senza  problemi.  Ad   un certo punto verso  la  fine della gara è rimasto a  terra dopo un  contrasto.  Tutti hanno tremato,  ma  il  libero si è rialzato poco dopo,  in  buone condizioni.  Moro ha  su- bito una botta al  ginocchio.ˮ  (La Gazzetta  dello  Sport,

5-2-1982)





P.S.  Se, tra chi leggerà questo post, vi è qualcuno che ha qualche fotografia in ricordo di questa gara, così allo stesso modo chi avesse notizie della formazione che il C.G. CABIATE schierò quel giorno contro il Milan e volesse condividere con noi ci farebbe davvero felici.