Oggi, sabato 31 maggio 1986, la messa prefestiva delle 19 corre via veloce, più veloce del solito e il sole caldo che entra dalle alte finestre della chiesa già parla di un inizio di estate prossimo ad arrivare.
E' poco meno di un'ora il tempo effettivo che divide la fine della funzione religiosa dall'inizio del tanto atteso match inaugurale della tredicesima edizione della Coppa del Mondo di Calcio.
Sono arrivato al punto di inizio più preparato che mai.
I portieri di tutte le 24 finaliste sono, dal primo al terzo, fissati nella mia memoria: ora e sempre.
E' l'Italia di Enzo Bearzot, Campione del Mondo in carica, come da tradizione, ad aprire il mondiale messicano.
Siamo (solo) noi.
Di fronte abbiamo un avversario non certo impossibile: la Bulgaria è, sulla carta, un contendente più che abbordabile.
Siamo i Campioni del Mondo in carica.
E infatti passiamo sul finire del primo tempo con un gol del bomber dell'Inter, "Spillo" Altobelli dopo aver avuto in controllo il gioco sin dall'inzio.
Partita che resta così, in "ghiaccio", fino a 5 minuti dalla fine.
Fino a quel punto il nostro portiere Giovanni Galli è restato spettatore non pagante limitandosi ad interventi di ordinaria amministrazione.
A svegliarci dal quel sogno "mondiale" di una notte di fine maggio è il testone del difensore bulgaro Sirakov che svettando tra i nostri Bagni e De Napoli indirizza un pallone infido sul palo più lontano e, nonostante il buon volo del nostro Galli, la palla finisce in rete per l'1 a 1 che sarà il risultato finale.
Si intuisce già che non sarà un Mondiale facile per noi azzurri.
Nel presente di 40 anni fa iniziava così il mio "Mondiale dei Sogni", che alla vigilia speravo tinti di Azzurro, mentre alla fine di quell'azzurro restarono impressi nei miei occhi, di quindicenne, i cieli del Messico, senza le nuvole, la Mano De Dios di Maradona e il portiere del Belgio Jean-Marie Pfaff.
Dei "miei" portieri, di quel Mondiale, proprio lo scorso 31 marzo di questo anno 2026 se n'è andato il portiere di quella Bulgaria che affrontò l'Italia, Borislav Mihajlov, preceduto dagli azzurri Scirea e Vialli, e se n'è andato anche El Diez ... ognuno lasciando, tra il presente oggi e quello di 40 anni fa, ricordi ed epiche gesta del bel tempo che fu.
E sempre ricordo che, dal mio punto di vista, non sono loro che se ne sono andati, ma è solo il Tempo che è passato.
Que Viva México. Siempre !!!
















