Visualizzazioni totali

venerdì 13 settembre 2013

Argentina - Olanda 1978: tutti i colori del mondo.


Sul finire del mese di giugno del 1978, grazie all'invito di mio zio Daniele, vidi per la prima volta un evento televisivo  "a colori"... (a casa mia la tv a colori sarebbe arrivata qualche tempo dopo).
Questo primo evento "a colori" non era "uno qualsiasi" ...
Si trattava, infatti,  della finale del campionato mondiale di calcio che si disputò in Argentina.
Col passare degli anni ho maturato il netto convincimento che la passione per il calcio mi sia definitivamente entrata sottopelle proprio  in quell'occasione lì...
Sopra ogni cosa ricordo, stampato a fuoco vivo negli occhi, lo splendore arancione della maglia dei giocatori olandesi.
Quale meraviglia fosse, agli occhi di un bambino di sette anni, quella maglia arancione è qualcosa che non si riesce a definire a parole.
E poi il campo ...  di un verde intenso ... ed i coriandoli bianchi ... la tipica coreografia degli stadi in Argentina ...
E che meraviglia quel giallo del maglione del portiere olandese, il leggendario Jongbloed ... e quello verde del suo collega, l'argentino "Pato" Ubaldo Fillol ... e le strisce azzurro cielo della maglia argentina. Era tutto un colore ...
Che meraviglia anche  la folta capigliatura del bomber argentino Kempes.
La finale del mondiale 1978 fu una partita infinita che  finì con la vittoria degli argentini solo al termine dei tempi supplementari.
In una partita sola vidi tutti i colori del mondo ...  anni dopo, quando più grandino appresi i retroscena dei "fattacci" legati alla dittatura di Videla, quei colori sbiadirono via via un poco ...
Ogni tanto ritorno bambino e  rivedo solo i colori ... del mondo.
 
 
 

mercoledì 11 settembre 2013

Tino Lettieri: il canadese volante.



Nella comitiva canadese che per la prima  volta nella sua storia si qualificò nel 1986 alla fase finale del mondiale in Messico il personaggio che più mi affascinava era senza dubbio il portiere: Martino "Tino" Lettieri.
Portiere dalle chiare origini italiane, nato a Bari nel 1957, Tino Lettieri si presentava alla rassegna mondiale con un ruolino di tutto rispetto.
Eletto miglior calciatore della lega professionistica del Nord-America nel 1982 ed inserito nel miglior undici di lega nel 1982 e nel 1983 era uno dei protagonisti più attesi al debutto con la sua nazionale al mondiale messicano.
Nel 1986 internet non esisteva ancora e, allora, le notizie di prima mano su personaggi come Tino Lettieri si potevano trovare solo sulla stampa specializzata (come il leggendario Guerin Sportivo o ancora Supergol del compianto Maurizio Mosca ... ) insomma, le notizie andavano cercate tra le lettere della carta stampata. E leggendo di questo portiere italo-canadese la curiosità di vederlo all'opera era tanta.
Il giorno del debutto del Canada, il primo giugno 1986 contro la Francia di monsieur Michel Platini, fu una grandissima delusione scoprire che a difesa dei pali della nazionale canadese era stato chiamato il più giovane Dolan. Ricordo che la partita venne trasmessa in diretta alla mezzanotte italiana. Che delusione essere rimasto sveglio sino a quell'ora per Lettieri e non  trovarlo in campo ... che rabbia.
L'occasione per vedere all'opera Lettieri arrivò nelle altre due partite disputate dai canadesi in quei mondiali.
Prima contro l'Ungheria dell'astro nascente Lajos Detari e poi contro la Russia di Igor Belanov Tino Lettieri difese i pali del Canada.
In entrambe le occasioni la nazionale con la foglia d'acero venne sconfitta per 2 reti a zero ... ma grande fu per me la gioia di osservare un eroe del calcio nordamericano come  Tino Lettieri ... un portiere che a vederlo sembrava un attore o un modello ... ed invece era un grande portiere ... un canadese volante.
 
 

venerdì 30 agosto 2013

Peter Shilton ... e la mano di Dio


Accadde il 22 giugno 1986 a Città del Messico, Stadio Atzeca.
Il quarto di finale che vedeva opposte le nazionali di Argentina e Inghilterra era fissato sullo zero a zero quando al minuto 51 un cross spiovente nel mezzo dell'aera di rigore inglese si tramutò in un gol che passerà alla storia del calcio.
Il portiere inglese Peter Shilton in uscita aerea venne beffato da Diego Armando Maradona che, all'apparenza di testa, deviò la palla in fondo alla rete. Maradona, che non era certo un gigante, superò in elevazione il portiere inglese che, lui pure, non era certo un colosso (con il suo metro e ottanta).
Ma il replay televisivo mostrò chiaramente quello che l'arbitro tunisino Bennaceur non vide e che, sinceramente, anche noi telespettatori dell'occasione notammo a malapena.  Maradona aveva deviato la palla con il pugno e così facendo aveva mandato letteralmente fuori tempo il portiere inglese.
Le proteste inglesi risultarono vane. Nell'ambito dell'infinita diatriba che vedeva opposti inglesi ed argentini (non ultima la vicenda delle isole Falklands) ecco che il gol di mano dell'astro argentino assunse un significato particolare. Per Maradona quella "piccola marachella" era segno del volere di Dio. E da lì in poi quel gol sarebbe stato opera della "mano di  Dio" ...
E' vero anche che, quattro minuti dopo, lo stesso Maradona segnerà a Shilton il gol che viene tuttora unanimemente considerato il gol più bello della storia del calcio. Partendo dalla sua metà campo il fuoriclasse argentino scartò il centrocampo, la difesa e lo stesso portiere inglese prima di depositare il pallone  in fondo al sacco. Un'impresa storica.
Peter Shilton finirà negli annali del calcio per aver subito questi due gol ... entrambi particolari ... visti e rivisti da milioni di persone nel mondo.
Ma il portiere inglese, titolare del record di presenze con la maglia della sua nazionale, ebbe modo di consolarsi giocando millanta e più partite risultando essere, tuttora,  il calciatore inglese con il numero maggiore di presenze ...  ottenute giocando sino alla venerabile età di 48 anni!!!
 
Ricordando "la mano di Dio"

Argentina - Inghilterra 1986

giovedì 29 agosto 2013

Bodo Rudwaleit: la torre.

Mosca 1980.
La finale di calcio del torneo olimpico vede di fronte  la nazionale della Cecoslovacchia opposta alla Germania Est.
Tra i pali della D.D.R. c'è un ragazzotto di 23 anni altro 2 metri e due centimentri: un colosso.
Il suo nome è Bodo Rudwaleit ma è talmente alto che, in effetti, di fronte agli avversari è come una torre.
In quella finale il portiere della Germania Est si dovrà accontentare della medaglia d'argento.
La Cecoslovacchia vinse infatti quella partita per una rete a zero.
Tuttavia Rutwaleit si prenderà le sue belle soddisfazioni in carriera: tra i pali del suo club, la Dinamo Berlino, Bodo Rudwaleit vinse dieci scudetti consecutivi tra il 1979 e il 1988.
Per 33 volte difese i pali della nazionale tedesca.
Per sempre resterà nella mia memoria... Bodo Rudwaleit: la torre.

Giuliano Terraneo: il poeta di Briosco


Tra i personaggi che popolano il favoloso mondo dei "miei portieri" uno spazio speciale è riservato al brianzolo Giuliano Terraneo.
Nato a Briosco, qui a un tiro di schioppo da Cabiate, Terraneo dopo la trafila giovanile tra Seregno e Monza incontrò Gigi Radice che lo portò nel 1977 a vestire la gloriosa maglia granata.
Dopo i sette anni a Torino nel 1984 Terraneo approda al "mio"  Milan. Non sono anni memorabili quelli per il nostro Diavolo.
Dopo la parentesi a Milano Terraneo passa alla Lazio nel 1986 e l'anno successivo al Lecce.
Proprio a Lecce concluderà la sua carriera nel 1990.
Portiere dallo stile sobrio ed essenziale Giuliano Terraneo coltivava già dalla giovane età la passione per la poesia.
Dai racconti di chi l'ha conosciuto di persona, dalle interviste lette sui giornali ecco stagliarsi la figura di un professionista molto distante dal mondo "lustrato" del calcio. Persona di un'umanità semplicemente fantastica e dalla straordinaria sensibilità.
Leggere oggi, anno 2013, vicende di personaggi di questa levatura umana fa rimpiangere sempre più il passato. Tempi nei quali  i valori avevano ancora un senso ... dove un ragazzo che giocava tra i professionisti del calcio trovava il tempo, la sera, di scrivere in poesia le sue emozioni.
Ricordo di aver letto, un giorno nella metà degli anni ottanta, che Terraneo andò  anche a fare un provino al Manchester Utd. di Sir Alex Ferguson ...  poi non se ne fece nulla.
Ma più di tanti trofei è la statura morale dell'uomo che ne determina il valore "assoluto" ... e Giuliano Terraneo, il poeta tra i pali, è sempre stato un Gigante.


martedì 27 agosto 2013

Addio Gilmar


Un altro dei "nostri eroi"  della storia del calcio ci ha lasciato.
Gilmar Neves Dos Santos,  per tutti solo & semplicemente Gilmar, se n'è andato all'età di 83 anni.
La sua leggendaria figura resterà per sempre legata ai primi due titoli mondiali vinti dalla nazionale di calcio brasiliana  nella sua storia.
Portiere dal notevole colpo d'occhio e dall'agilità felina Gilmar si rivelò una sicurezza tra i pali nelle vittoriose avventure in Svezia nel 1958 e in Cile nel 1962.
Davanti a lui aveva una difesa "di ferro" con i mitologici  terzini Djalma Santos (anche lui scomparso da poco) e Nilton Santos con Bellini difensore centrale.
Tuttora Gilmar viene considerato, a ragione, il miglior portiere brasiliano di ogni tempo.
All'epoca di Spagna 1982, quando il Brasile si presentava ai nastri di partenza con una delle sue formazioni più forti di sempre (con campioni del calibro di Zico, Socrates, Falcao ecc.), non pochi furono i brasiliani che avrebbero voluto avere tra i pali uno come Gilmar anzichè quel Valdir Peres che si rivelò non del tutto affidabile.
Per ritrovare tra i pali un degno successore di Gilmar i brasiliani dovettero attendere i primi anni novanta quando Claudio Andre Taffarel  fece piangere l'Italia intera in una notte di inizio luglio del 1994 ... ma questa è un'altra storia.
Addio Gilmar ... come tutti gli eroi con il numero 1 sulle spalle che abbiamo imparato a conoscere ed amare non ti dimenticheremo ...
     

domenica 30 giugno 2013

Hugo Gatti detto "El Loco"


Nella galleria dei Grandi Portieri della Storia del Calcio un posto tutto suo se lo merita l'argentino Hugo Orlando Gatti, per tutti "El Loco Gatti" ...  il "matto" ...
Portiere dotato di elasticità felina con quella faccia da indiano che sembra essere appena uscito dall'ultimo assalto di fort Apache Hugo "El Loco" Gatti ha rappresentato per decenni interi un modo nuovo di interpretare il ruolo del portiere...  giocando spesso più verso il centro di metà campo con i piedi  che non nella sua area di rigore con le mani ... come si converrebbe ad un estremo difensore.
Sempre con quella vistosa fascia in testa  per imbrigliare la lungha capigliatura, i calzettoni perennemente abbassati, senza parastinchi e con quell'andatura a metà tra il clown di un circo e un  acrobata di professione Hugo Orlando Gatti ha vestito le maglie delle due più importanti squadre di calcio  argentine: River Plate prima e Boca Junior.
Gatti passò direttamente alla storia in occasione di un "superclasico" disputato difendendo i pali del River contro il Boca nel 1967. In quell'occasione Gatti,  incurante di trovarsi nella tana del nemico, provocò i tifosi del Boca a tal punto che la "Bombonera" esplose e verso il portiere volò di tutto ... tra gli altri oggetti arrivò in campo persino una scopa ...  A quel punto "El Loco"  ammutolì lo stadio intero allorchè imbracciata la scopa iniziò a ramazzare tutta la propria area di rigore tra l'incredulità - prima -  e il divertimento - poi - dei tifosi di entrambe le squadre.
Nel 1969 Gatti passò a difendere la porta del Gimnasia La Plata dove restò fino al 1976 anno in cui approdò proprio al Boca Junior, squadra di cui era da sempre tifoso - indipendentemente dagli accadimenti di quel memorabile "superclasico" del 1967.
Classe 1944 Hugo Gatti  continuò a giocare sino a 44 anni suonati e appese i guantoni al chiodo nella stagione 1988/89.
Quando nel 1980 il Boca affrontò l'Argentinos di Diego Armando Maradona, allora stella nascente del calcio argentino, Hugo Gatti definì  il numero dieci avversario un "barilotto troppo grasso per fare il calciatore". Certo Maradona non la prese bene ... e come farlo capire a un mezzo matto come "El Loco Gatti" ?  Beh, per esempio rifilandogli quattro gol. Alla fine dell'incontro il tabellone dirà Argentinos - Boca  5 - 3 ...
Un anno dopo Maradona passerà al Boca Juniors e così Hugo Gatti non rivivrà l'incubo di ritrovarselo di fronte da avversario.
Titolare per diciotto volte della maglia numero 1 della nazionale argentina nell'arco dei primi anni settanta Hugo Gatti non risponderà alla convocazione di Menotti per disputare il mondiale 1978 dove sarebbe stato la riserva del più giovane ed intraprendente Ubaldo "Pato" Fillol.
Un personaggio più unico che raro ... Hugo Orlando Gatti ... per tutti, e  per sempre, solo "El Loco Gatti".

Le leggendarie gesta de "El Loco Gatti"