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domenica 1 maggio 2022

QUANDO MICHEL PREUD'HOMME BLOCCO' IL GRANDE MILAN DI SACCHI

 



Accadde la sera del 21 marzo del 1990 allo Stadio Giuseppe Meazza, in  San Siro, Milano.
Quella sera si disputò la gara di ritorno valevole per i quarti di finale della Coppa dei Campioni stagione 1989/1990.
Ospite del Milan era la formazione belga del Malines.
Dopo lo 0-0 maturato nella gara di andata disputata in Belgio il 7 marzo del 1990 gara nella quale il portiere del Milan Giovanni Galli riuscì a tenere la sua porta inviolata con due interventi strepitosi si tornava a Milano per la decisiva gara di ritorno.
E' stato chiesto recentemente a Giovanni Galli di stilare la sua personale "formazione ideale" di ogni tempo: il portiere toscano non ha avuto esitazione e, tra i pali della sua squadra ideale, ha inserito il belga Preud'Homme.
Sicuramente su questo giudizio ha influito quella famosa gara del 21 marzo 1990.
Quella sera Preud'Homme parò l'impossibile costringendo ai tempi supplementari  il grande Milan di Arrigo Sacchi.
Già stella indiscussa della formazione belga, il portiere ricciolone, che in nazionale aveva sostituito più che degnamente il leggendario Jean-Marie Pfaff,  respinse tutto il possibile facendo disperare in più occasioni i  tifosi rossoneri.
I quotidiani italiani tutti, l'indomani, resero merito ed onore a Michel Preud'Homme,  che capitolò solo dopo 105 minuti di fronte al Re Marco Van Basten. L'attaccante rossonero  Marco Simone realizzò poi la rete del definitivo 2-0.
Nella notte del 21 marzo 1990 ritornavamo con i compagni di classe  della quinta A -amministrativo del ITC Jean-Monnet di Mariano Comense dalla gita scolastica  a Vienna.
Se la sorte e il destino ogni tanto si sommano, non si dividono o si moltiplicano, io tornavo da Vienna nel momento stesso in cui, per il Grande Milan di Arrigo Sacchi passava il "Treno" per la Finale della Coppa Campioni  1989/1990 che si disputò proprio a Vienna.
La partita l'ascoltai per radio avendo chiari e limpidi in mente il volto, la maglia e lo stile di quel portiere Belga che aveva davvero il potere di fermare la più Grande Squadra del Mondo in quel momento lì.
Ci riuscì per 105  minuti ... poi il Dio del Calcio  destinò altrimenti i suoi favori.
Resta nella mente, indimenticabile, la serata di Michel Preud'Homme alla scala del Calcio.
Uno dei miei Eroi Alati.


(21-03-1990  MILAN -MALINES 2-0)





sabato 13 giugno 2015

Michel Preud'Homme e il Guanto d'Oro 1994


Accadde alla fine del Mondiale di U.S.A. 1994.
Per la prima volta nella storia del Campionato Mondiale di Calcio la F.I.F.A. istituì un riconoscimento ufficiale destinato al miglior portiere della fase finale della competizione.
In origine quel premio fu denominato Premio Lev Jascin in onore del leggendario portiere russo.
Successivamente, a decorrere dall'anno 2006, è stato rinominato "Golden Glove", il "Guanto D'Oro".
In quel mondiale americano del 1994 la commissione tecnica della F.I.F.A. decretò miglior portiere del torneo il belga Michel Preud'Homme.
Erede della maglia numero 1 dei  Diavoli Rossi, Preud'Homme raccolse il testimone dal leggendario Jean-Marie Pfaff.
E  per quasi otto anni fece di tutto per non farlo rimpiangere.
Nel corso della prima fase di quel mondiale 1994 il  Belgio piegò  con un doppio 1-0  Marocco e Olanda venendo poi clamorosamente sconfitto dall'Arabia Saudita sempre col punteggio per 1-0.
Nelle prime due gare le parate di Preud'Homme furono  determinanti nel conservare il minimo vantaggio e così la sconfitta nella gara con l'Arabia Saudita fu ininfluente per il passaggio agli ottavi di finale dove, però, ai Diavoli Rossi toccò in sorte la temibile Germania allenata da Berti Vogts.
Nella sfida con i tedeschi, che si chiuse con la sconfitta del Belgio per 3 -2, Preud'Homme compì una serie di miracoli a ripetizione tenendo in partita i suoi fino alla fine.
Così, nonostante l'eliminazione negli ottavi di finale, le strepitose gesta del ricciolone Michel gli valsero un riconoscimento "Mondiale".
Preud'Homme chiuse la sua carriera tra i pali dei diavoli rossi nel 1995 dopo aver messo insieme ben 58 presenze. 
Una leggenda al pari dei suoi predecessori Piot e Pfaff.



(02/07/1994  Germania - Belgio 3 -2)




domenica 19 maggio 2013

La doppia carriera di Michel Preud'homme

 
Quando nel 1982 lo scandalo del calcioscommesse sconvolse la formazione dello Standard Liegi Michel Preud'homme era un giovane portiere dal futuro luminoso. Già titolare a soli 18 anni nella formazione di Liegi Preud'homme venne squalificato e sospeso dalla federazione belga insieme con diversi compagni di squadra.
La sua carriera subì, quindi, un brusco stop.
Nel 1986 il piccolo club del Malines (o Mechelen) gli offre l'opportunità di ripartire da zero. Una nuova carriera che riparte da un piccolo centro di provincia in una squadra che, fin lì,  poteva vantare tre scudetti in bacheca l'ultimo dei quali vinto però nel lontanissimo 1948.
Nella stagione 1986-87 il Malines vinse la coppa del Belgio e da lì nel 1987-88 arrivò a vincere la Coppa delle Coppe (memorabili le sfide in semifinale con l'Atalanta di Piotti e Mondonico). Nel 1988 arrivò anche la Supercoppa d'Europa e nella stagione 1988-89 Preud'homme & soci riportarono a Malines quel titolo del Belgio che mancava dal dopoguerra.
Quella del Malines di quei tempi era una formazione straordinaria, oltre alle parate di Michel si ricordano i numeri di Erwin Koeman, Bruno Versavel, Eli Ohana per citarne alcuni.
Nel frattempo Preud'homme rilevò da Jean-Marie Pfaff il posto di titolare della nazionale belga e, nel mondiale di USA 1994 - anche se il  Belgio uscirà subito agli ottavi di finale -  gli venne assegnato il premio "Jascin" come miglior portiere della manifestazione.
Proprio nel 1994 Preud'homme si trasferì a Lisbona per giocare nel mitico Benfica. Resterà in Portogallo sino al 1999 quando si ritirerà dopo aver vinto una coppa di lega - nel 1996- e soprattutto dopo aver fatto innamorare di lui e del suo stile unico e inimitabile i tifosi lusitani.
Quando nel settembre del 2000 in visita al mitico Estadio Da Luz entrai nello shop lì presente e mi presentai alla commessa in cassa chiedendo di poter acquistare un poster di Preud'homme la signorina mi spiegò con un sorriso a tutta bocca che, purtroppo, i poster dell'eroe belga erano esauriti sin dalla primavera del 1999, data della sua ultima apparizione in quello stadio. Mi spiegò che tra i giocatori stranieri passati di lì ben pochi erano amati come il grande capellone belga.
Una leggenda  quella di Preud'homme ...  il portiere che visse due carriere.