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sabato 28 settembre 2013

Lev Yashin il miglior portiere della storia del Calcio



Cosa rispondere alla domanda: chi è stato il miglior portiere nella storia del calcio mondiale?
Con il passare del tempo tanti, e tanti, sono stati i protagonisti che, a vario titolo, hanno potuto godere della stima unanime degli addetti ai lavori.
Ma un solo portiere, nella storia del Calcio, ha ottenuto un riconoscimento "al di sopra di ogni legittimo dubbio". Uno di quei premi, insomma, che mettono d'accordo un po' tutti e che hanno unanime riconoscimento nel mondo del calcio.
Il russo Lev Yashin nel 1963 vinse il prestgioso PALLONE D'ORO.
Oggi, nell'anno di grazia  2013  esattamente 50 anni dopo,  quello di Lev Yashin rimane l'unico Pallone D'oro della storia del calcio che sia mai stato attribuito ad un portiere.
Rarissimi i casi in cui il prestigioso premio è stato assegnato a dei difensori ... ma davvero unico quello del portierone sovietico.
La vicenda sportiva e umana del russo Yashin è una  storia leggendaria che nei numeri di una carriera straordiaria (4 mondiali disputati con la Russia, più di 800 incontri disputati in carriera tra i pali della Dinamo Mosca, un caterva di rigori parati) vede concentrarsi l'essenza del miglior interprete del ruolo di portiere che sia mai stata espressa.
Leggendaria fu la definizione che diede di Yashin l'azzurro Sandro Mazzola al quale il portiere russo parò un rigore nell'europeo del 1963: lo definì "Gigante Nero".
Ed in effetti, dall'alto del suo metro e novanta con quella divisa di gioco sempre e solo rigorosamente nera Lev Yashin era un gigante.
Il miglior portiere della storia del Calcio mondiale.

La leggenda ... Lev Yashin

giovedì 19 settembre 2013

Ramòn Quiroga e la "marmellata peruviana"

 
Una delle vicende più   "leggendarie" della storia del calcio mondiale ebbe luogo il 21 giugno 1978 allo stadio di Rosario,  Argentina.
Di fronte nell'ultima partita del girone B di qualificazione per la finale mondiale c'erano Argentina e Perù.
La classifica del girone prima dell'ultima sfida tra i padroni di casa e il Perù vedeva il Brasile avanti con 5 punti ed una differenza reti di +5.
L'Argentina era seconda con tre punti ed una differenza reti di +2. Quindi conti alla mano nell'ultima e decisiva sfida la squadra allenata da Luis Cesar Menotti non solo doveva vincere, ma doveva farlo con almeno 4 reti di scarto. Solo così avrebbe portato la differenza reti a suo favore e sarebbe quindi volata in finale.
Chi conosce le dinamiche del calcio immagina bene, quindi, con quale peso scesero in campo i giocatori argentini.
Il Perù, dal canto suo, aveva esordito nel girone finale perdendo 3 - 0 contro il Brasile mentre nella seconda partita era stato sconfitto di misura per 1-0 dalla Polonia.
Nella fase iniziale, invece, i peruviani avevano vinto il proprio girone infliggendo sconfitte amare a  Scozia e Iran e costringendo allo 0-0  l'Olanda che sarebbe poi arrivata in finale.
Quando scoccò l'ora X e tutta l'Argentina si fermò per assistere all'evento, se qualcuno (dei non addetti ai lavori) avesse potuto chiedere il passaporto al portiere peruviano, di certo, avrebbe storto il naso.
Ramòn Quiroga, nato  a Rosario, Argentina, il 23-7-1950  ...
Ma come ? Il portiere del Perù  ... nato in Argentina ... nato nella stessa città dove ora deve giocare un a partita a suo modo "storica" ?? Indubbiamente una "vicenda leggendaria" ...
Nel 1977, Ramòn  Quiroga, che da anni giocava in Perù prese la cittadinanza peruviana e, da quell'anno difese la porta della nazionale sudamericana per ben 40 volte, sino al 1985.
Così quel 21 giugno del 1978  Ramòn Quiroga passò alla storia, incassando - apparentemente senza particolari colpe - ben 6 reti. Alla fine il tabellone dello stadio  segnava ARGENTINA 6 - PERU' 0.
La nazionale bianco-celeste accedeva (con buona pace dei brasiliani) alla finalissima mondiale mentre le 6 reti incassate da Quiroga passarono alla storia con il nomignolo di "marmellata peruviana" ...
Il portiere peruviano Ramòn Quiroga, noi italiani,  l'avremmo rivisto il 18 giugno 1982 quando il Perù costrinse gli azzurri, futuri campioni del mondo, ad un pareggio per 1 - 1. Evidentemente non era più tempo di "marmellate".
La storia non ha ancora regalato nessuna verità assoluta in merito alla vicenda di quel tennistico 6-0  del 1978 tuttavia l'ombra della possibile combine non ha mai abbandonato il portiere peruviano che resterà per sempre nella memoria del calcio come  il portiere della "marmelada peruana".
 
 

sabato 14 settembre 2013

Squadre leggendarie ... in un manico di scopa.


"In un vortice di polvere \ gli altri vedevan siccità\
a me ricordava la gonna di Jenny \ in un ballo di tanti anni fa."
(Fabrizio De Andrè - tratta da IL SUONATORE JONES)

Ecco ...  parafrasando lo stupendo incipt de IL SUONATORE JONES (del maestro De Andrè), ogni volta che io vedo una scopa con il manico di legno, mentre gli altri non vedono nulla più di un oggetto, io ci vedo dentro l'Argentina del 1978, l'Olanda del 1978, la Spagna del 1984, la Sampdoria dalla stupenda maglia ... e mille e più delle altre squadre leggendarie del calcio ...
L'idea, fantastica, l'attribuisco alla manuale genialità di mio fratello Luca ...
Eravamo sul finire degli anni '70 e allora non c'erano tutte le diavolerie tecnologiche con cui i nostri figli si intrattengono oggigiorno. Allora i giochi erano tutti quelli che si riusciva ad inventare, con un po' di ingegno, quello che capitava per mano e molta ... molta fantasia ...
E così, tra i tanti pomeriggi passati a tirare calci al pallone in strade (allora) ancora poco trafficate ecco l'idea di far diventare un vecchio  manico di scopa in legno tante (ma tante) squadre di calcio...
Il passaggio dal manico di scopa alla mitica Argentina campione del mondo 1978 o al Liverpool  era  geniale: si segava (con l'aiuto di qualche adulto)  il manico di scopa in tanti dischetti tondi ... ed ecco fatto ...
Undici tondini pronti da colorare ... dall'1 al 11 ed era fatta.
Bastava prendere un ago da infilare sul fianco del numero 1, il portiere, per poterlo controlare nei movimenti e dopo pochi minuti il tavolo di casa era invaso da 22 dischetti  colorati che, in punta di dito, inseguivano un pallone (improvvisato alla bene & meglio) ... una specie di Subbuteo "primitivo" ...
Quante ore di divertimento ... quante sfide ...


 
Tutto questo, oggi, sembra preistoria ...
Dentro quelle scatole di cartone (impolverate dal passare degli anni & archiviate in cantina con sopra i nomi delle squadre che via via si erano create)  ho trovato qualche ragnatela ... ma appena aperte la prima cosa che è saltata fuori è l'aroma di tempo passato ... di passione ... qualcosa che ho tentato di spiegare in queste righe ...
 




venerdì 13 settembre 2013

Argentina - Olanda 1978: tutti i colori del mondo.


Sul finire del mese di giugno del 1978, grazie all'invito di mio zio Daniele, vidi per la prima volta un evento televisivo  "a colori"... (a casa mia la tv a colori sarebbe arrivata qualche tempo dopo).
Questo primo evento "a colori" non era "uno qualsiasi" ...
Si trattava, infatti,  della finale del campionato mondiale di calcio che si disputò in Argentina.
Col passare degli anni ho maturato il netto convincimento che la passione per il calcio mi sia definitivamente entrata sottopelle proprio  in quell'occasione lì...
Sopra ogni cosa ricordo, stampato a fuoco vivo negli occhi, lo splendore arancione della maglia dei giocatori olandesi.
Quale meraviglia fosse, agli occhi di un bambino di sette anni, quella maglia arancione è qualcosa che non si riesce a definire a parole.
E poi il campo ...  di un verde intenso ... ed i coriandoli bianchi ... la tipica coreografia degli stadi in Argentina ...
E che meraviglia quel giallo del maglione del portiere olandese, il leggendario Jongbloed ... e quello verde del suo collega, l'argentino "Pato" Ubaldo Fillol ... e le strisce azzurro cielo della maglia argentina. Era tutto un colore ...
Che meraviglia anche  la folta capigliatura del bomber argentino Kempes.
La finale del mondiale 1978 fu una partita infinita che  finì con la vittoria degli argentini solo al termine dei tempi supplementari.
In una partita sola vidi tutti i colori del mondo ...  anni dopo, quando più grandino appresi i retroscena dei "fattacci" legati alla dittatura di Videla, quei colori sbiadirono via via un poco ...
Ogni tanto ritorno bambino e  rivedo solo i colori ... del mondo.
 
 
 

mercoledì 11 settembre 2013

Tino Lettieri: il canadese volante.



Nella comitiva canadese che per la prima  volta nella sua storia si qualificò nel 1986 alla fase finale del mondiale in Messico il personaggio che più mi affascinava era senza dubbio il portiere: Martino "Tino" Lettieri.
Portiere dalle chiare origini italiane, nato a Bari nel 1957, Tino Lettieri si presentava alla rassegna mondiale con un ruolino di tutto rispetto.
Eletto miglior calciatore della lega professionistica del Nord-America nel 1982 ed inserito nel miglior undici di lega nel 1982 e nel 1983 era uno dei protagonisti più attesi al debutto con la sua nazionale al mondiale messicano.
Nel 1986 internet non esisteva ancora e, allora, le notizie di prima mano su personaggi come Tino Lettieri si potevano trovare solo sulla stampa specializzata (come il leggendario Guerin Sportivo o ancora Supergol del compianto Maurizio Mosca ... ) insomma, le notizie andavano cercate tra le lettere della carta stampata. E leggendo di questo portiere italo-canadese la curiosità di vederlo all'opera era tanta.
Il giorno del debutto del Canada, il primo giugno 1986 contro la Francia di monsieur Michel Platini, fu una grandissima delusione scoprire che a difesa dei pali della nazionale canadese era stato chiamato il più giovane Dolan. Ricordo che la partita venne trasmessa in diretta alla mezzanotte italiana. Che delusione essere rimasto sveglio sino a quell'ora per Lettieri e non  trovarlo in campo ... che rabbia.
L'occasione per vedere all'opera Lettieri arrivò nelle altre due partite disputate dai canadesi in quei mondiali.
Prima contro l'Ungheria dell'astro nascente Lajos Detari e poi contro la Russia di Igor Belanov Tino Lettieri difese i pali del Canada.
In entrambe le occasioni la nazionale con la foglia d'acero venne sconfitta per 2 reti a zero ... ma grande fu per me la gioia di osservare un eroe del calcio nordamericano come  Tino Lettieri ... un portiere che a vederlo sembrava un attore o un modello ... ed invece era un grande portiere ... un canadese volante.