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martedì 6 gennaio 2026

Da Enrico Albertosi 1961 a Luca Marchegiani 1999: Storia dei portieri italiani nella Coppa delle Coppe- PARTE IV

                                                             

 



EDIZIONE 1985/1986

Nell'edizione 1985/1986 della Coppa delle  Coppe fu la Sampdoria di  mister Eugenio Bersellini a rappresentare l'Italia  dopo aver battuto il Milan di Nils Liedholm nella doppia finale del giugno /luglio 1985.

Tra  i pali della formazione blucerchiata vi era Ivano Bordon alla sua terza stagione all'ombra della lanterna dopo le memorabili stagioni coi colori dell'Inter.

Il sorteggio fu benevolo per la Samp, che affrontò nel primo turno i greci del A.O. Larissas.

Nella gara di andata, disputata in Grecia il 18 settembre 1985,  finì con un pareggio per uno ad uno con il vantaggio greco firmato da Mitsobonas e il pareggio nel finale di gara siglato da Roberto Mancini.

Nella gara di ritorno a Genova del 2 ottobre 1985 la Samp si impose con il minimo sforzo, per 1 rete a 0 ancora risolutivo fu il gol di  Mancini sul finire del primo tempo.

Avversari del secondo turno i portoghesi del Benfica in un test decisamente più probante del precedente e che, di fatto, sancì l'eliminazione della formazione blucerchiata. Nella gara di andata, disputata a Lisbona il 23 ottobre 1985 i lusitani si imposero per 2 a 0 con reti di Diamantino e Rui Aguas.

Nella gata di ritorno, disputata a Genova il 6 novembre 1985, la Samp si impose per 1 a 0 con rete di Lorenzo che subentrò nel corso del secondo tempo sostituendo proprio Mancini.

Così si chiuse l'avventura europea della Samp con Ivano Bordon che timbrò le presenze da 146 e 149 di un portiere italiano nella storia della Coppa delle Coppe.


EDIZIONE 1986/1987

Ancora più breve di quella doriana della stagione precedente fu il cammino della Roma di mister Eriksson nella stagione 1986/1987, che ancora aveva tra i pali l'intramontabile Franco Tancredi.

Il sorteggio abbinò ai giallorossi il Real Zaragozza.

Dopo il successo per 2 a 0, nella gara di andata che si disputò a Roma il 17 settembre 1986, con reti di Di Carlo e Gerolin, nella gara di ritorno gli spagnoli pareggiarono i conti portando i giallorossi alla lotteria dei rigori.

A Saragozza il primo ottobre 1986 finì 4 a 3 per gli spagnoli che così approdarono al secondo turno.

Per Franco Tancredi ancora due presenze nelle coppe e il contatore di gara numero 150 e 151 per un portiere italiano nella storia della Coppa delle Coppe.



EDIZIONE 1987/1988

Nella stagione 1987/1988 a rappresentare l'Italia nella Coppa delle Coppe fu l'Atalanta di mister  Emiliano Mondonico che, pur uscendo sconfitta nella doppia finale di Coppa Italia della stagione precedente  contro il Napoli, proprio in forza della vittoria dello scudetto dei partenopei videro  libero così lo slot per la Coppa.

E, quella della formazione bergamasca, in quell'annata 1987/1988 fu una cavalcata davvero entusiasmante.

A difendere i pali dell'Atalanta vi era un dei miei idoli del tempo: il mitico Ottorino Piotti dal lodevole passato in maglia rossonera.

Avversari del primo turno furono i gallesi del F.C. Merhyr Tidfild.

Dopo una inaspettata sconfitta in terra gallese per 2 a 1 maturata il 16 settembre 1987  la formazione bergamasca si qualificò battendo i gallesi a Bergamo il 30 settembre 1987 per 2 a 0, con reti di Garlini e Cantarutti.

Al secondo turno ai bergamaschi toccò l'OFI Heraklion (OFI Creta). Nella gara di andata, disputata a Salonicco il 20 ottobre 1987 quelli dell'OFI si imposero per 1-0 ma vennero eliminati dai bergamaschi nella gara di ritorno disputata il 5 novembre con un secco 2-0 con reti di Nicolini e Garlini.

Nei quarti di finale avversaria dell'Atalanta fu la formazione portoghese dello Sporting Lisbona.

I lusitani vennero superati per 2 a 0 nella gara di andata che si disputò a Bergamo il 2 marzo 1988 con reti di Nicolini e Cantarutti mentre la gara di ritorno, disputata a Lisbona il 16 marzo 1988, si chiuse con un pareggio per 1a 1 con rete bergamasca segnata ancora da Cantarutti.

Approdati così in semifinale, ad  attendere i bergamaschi vi erano i belgi del Malines, del grande portiere Michele Preud'Homme. I due incontri che sancirono l'eliminazione dei bergamaschi dal torneo, si chiusero entrambi con lo stesso punteggio di 2 reti ad uno a favore del Malines.

In Belgio il 6 aprile 1988, nella gara di andata, la rete bergamasca fu realizzata dallo svedese Stromberg, mentre nella gara di ritorno del 20 aprile 1988 la rete della bandiera per l'Atalanta venne realizzata  da Garlini.

Per Ottorino Piotti le presenze dalla numero 152 alla numero 159 di un portiere italiano nella Coppa delle Coppe.

 A questa avventura di Piotti dedicai il seguente post qualche annetto fa : https://allafinedelprimotempo.blogspot.com/2015/04/ottorino-piotti-e-il-miracolo.html


EDIZIONE 1988/1989

E' la Sampdoria di mister Boskov a partecipare per l'Italia all'edizione 1988/1989 della Coppa delle Coppe.

Il suo portiere, Gianluca Pagliuca, fece il suo esordio nelle coppe europee proprio con il primo turno di questa edizione della Coppa delle Coppe.

Accadde il 7 settembre 1988 in Svezia contro la formazione del IFK Norkkoping. Nella gara di andata i blucerchiati furono sconfitti per 2 reti ad una (rete di Carboni) mentre nella gara di ritorno (che si giocò a Cremona il 6 ottobre) la Samp vinse 2 reti a 0 qualificandosi così per il turno successivo (reti di Salsano e Vialli).

Negli ottavi di finale alla Samp toccarono i tedeschi dell'est del Carl Zeiss Jena.

Il 26 ottobre 1988 a Jena la gara di andata finì con il punteggio di 1 a 1 (rete blucerchiata di Vialli su rigore) mentre nella gara di ritorno il 9 novembre il 3 a 1 rifilato ai tedeschi orientali consentì alla truppa di Boskov di accedere ai quarti di finale (reti doriane di Vierchowod, Cerezo e Vialli).

Contro i rumeni della Dinamo Bucarest la qualificazione alle semifinali arrivò dopo un doppio pareggio. Dopo l'1 a 1 del primo marzo 1989 strappato a Bucarest con rete di Vialli sul finire, lo zero a zero di Genova del 15 marzo consentì ai doriani (grazie al doppio valore del gol in trasferta) di approdare al turno successivo.

Ad attendere i doriani in semifinale i belgi del Malines, detentori del trofeo, così come accaduto all'Atalanta nell'edizione precedente della Coppa delle Coppe.

Questa volta, tuttavia, la formazione belga venne eliminata. 

Dopo la sconfitta subita in Belgio il 5 aprile 1989 per 2 a 1 (rete doriana dell'immancabile Vialli) arrivò la sonante vittoria di Genova per 3 a zero con reti di Cerezo, Dossena e Salsano.

Le porte della finale, contro il temibile Barcellona di Cruijff,si aprirono così per la banda Boskov e, quell'anno, a nulla servì ai belgi lo straordinario valore di Preud'Homme tra i pali.

La finale si disputò il 10 maggio 1989 al Wankdorfstadion di  Berna.

Fu, per la Samp, una finale amara che si chiuse con una sconfitta senza  appello per 2 reti a zero.

Tuttavia  per la banda Boskov  fu una bella avventura che servì a fare esperienza nell'Europa del Calcio che contava. La lezione fu subito messa in pratica nell'edizione successiva della Coppa, ma quella è una Storia che vi racconterò nel prossimo episodio.

Gianluca Pagliuca, sempre presente tra i pali della Samp in quella cavalcata europea del 1988/1989, timbrò così le apparizioni da  160 a 168  di un portiere italiano in una gara di Coppa delle Coppe e  avrebbe poi timbrato, come vedremo nel prossimo episodio, anche le successive.




lunedì 30 aprile 2018

Da Enrico ALbertosi 1961 a Luca Marchegiani 1999: Storia dei portieri italiani nella Coppa delle Coppe- PARTE III



EDIZIONE  1980-1981
A rappresentare l'Italia nell'edizione 1980/81 della Coppa delle Coppe fu la Roma  del Barone  Nils Liedholm. Tra i pali della formazione della Capitale vi era Franco Tancredi. 
I giallorossi incontrarono i tedeschi orientali del Carl Zeiss Jena e dopo una più che ottima partita di andata il 17 settembre 1980 con un successo netto per 3 reti a zero  i giallorossi  incapparono, nella gara di ritorno, in una delle peggiori partite della loro "storia" europea. A Jena il 1° ottobre, infatti, Franco Tancredi raccolse per ben quattro volte il pallone dal fondo della rete. Il perentorio 4-0 dei tedeschi eliminò la Roma subito al primo turno.

EDIZIONE  1981/1982
Fu ancora la Roma di Liedholm a dover difendere i colori italiani nell'edizione 1981/1982 della Coppa. Al primo turno toccarono in sorte ai giallorossi i nordirlandesi del Ballymena United. Tra i pali giallorossi sempre Franco Tancredi che vide i suoi imporsi per 2-0 in trasferta il 16 settembre  1981 mentre a Roma il risultato fu ancora più rotondo: 4-0 e Roma qualificata al turno successivo.
Il sorteggio, tuttavia, fu ostico:  in sorte toccò il Porto. Nella gara di andata, in Portogallo, disputata il 21 ottobre 1981 Tancredi subì due reti e la gara si chiuse sul 2-0 per i lusitani. A  Roma, il 4 novembre 1981, il risultato restò inchiodato sullo 0-0 sino alla fine e la Roma venne così eliminata già negli ottavi  di finale.

EDIZIONE 1982/1983
L'Inter di Rino Marchesi debuttò a San Siro il 15 settembre 1982 sbarazzandosi per 2-0 dello Slovan Bratislava salvo poi perdere nella gara di ritono per  2-1 e veder comunque raggiunto il traguardo della qualificazione agli ottavi di finale. Tra i pali della formazione nerazzurra vi era  Ivano  Bordon. Negli ottavi di finale l'Inter affrontò gli olandesi dell'AZ 67 di Alkmaar. Nella gara di andata disputata in Olanda il 20 ottobre 1982 gli olandesi si imposero per 1-0. A Milano San Siro il 3 novembre 1982 l'Inter vinse per 2-0 con reti di Juary ed Altobelli e passò quindi ai quarti di finale: guardiano nerazzurro in entrambe le sfide con gli olandesi fu Bordon. Nella primavera del 1983 toccò in sorte ai nerazzurri l'armata  Real Madrid allenata da Di Stefano. Dopo un pareggio per 1-1 il 2 marzo a San Siro il Real passò il turno vincendo a Madrid il 16 marzo 1983 per 2 reti ad 1. Sempre Bordon  disputò le gare n. 129 e 130 di un portiere italiano nella Coppa delle Coppe.

EDIZIONE 1983/1984
La Juventus di  Trapattoni  vinse questa edizione 1983/1984 della Coppa delle Coppe al termine di una cavalcata emozionante di 9 gare  terminando imbattuta la competizione. Le gare da n. 131 a n. 139  di una formazione italiana nella Coppa delle Coppe videro tra i pali della formazione bianconera un solo unico protagonista: Stefano Tacconi.
Dopo la doppia netta vittoria contro i polacchi del Lechia Gdansk  per 7-0 a Torino il 14 settembre 1983 e per 2-3 in Polonia a Danzica il 28 settembre 1983 alla Banda del Trap toccò la doppia sfida contro i francesi del PSG. Fu un doppio pareggio che consentì ai bianconeri di passare ai quarti di finale: 2-2 a Parigi il 19 ottobre 1983 e 0-0 a Torino il 2 novembre 1983. Alla ripresa primaverile del Torneo la Juventus affrontò i finlandesi della Haka Valkeakosken. Il 7 marzo 1984 in Finlandia la Juventus vinse 1-0 con rete di Vignola allo scadere. A Torino il 21 marzo il risultato fu identico: 1-0 rete del mitico Tardelli. Nell'impegnativa trasferta di Machester contro lo United valida per la gara di andata della semifinale  il giorno 11 aprile la Juventus impattò per 1-1 salvo poi vincere per 2-1 a Torino il 25 aprile 1984 con  rete decisiva di Rossi al novantesimo minuto. In finale ad attendere i bianconeri vi era il Porto. La sera del 16 maggio 1984 la Vecchia Signora vinse la Coppa delle Coppe battendo i portoghesi per 2-1. 

EDIZIONE 1984/1985
Ancora la Roma, ma questa volta sotto la guida tecnica dello svedese Eriksson, dovette difendere i colori dell'Italia nella Coppa delle Coppe edizione 1984/1985. Tra i pali giallorossi sempre l'inossidabile Franco Tancredi. Nel primo turno dopo aver battuto a Roma i rumeni della Steaua Bucarest il 19 settembre per 1-0 (rete di Ciccio Graziani) nel ritorno, a Bucarest, il 3 ottobre lo 0-0 finale consentì ai giallorossi di passare agli ottavi di finale. La doppia sfida con i gallesi del Wrexham  vide il successo a Roma per 2-0 (Pruzzo e Cerezo i marcatori) e la vittoria esterna il 7 novembre per 1-0 (rete di Graziani). Nella primavera del 1985 ad attendere i giallorossi vi erano i tedeschi del Bayern Monaco che tra i pali avevano il mio idolo Jean-Marie Pfaff, ed in panchina un autentico Santone come Udo Lattek. La Roma venne sconfitta a Monaco di Baviera per 2-0 il 6 marzo 1985 e, a Roma, il 20 marzo 1985 i tedeschi si imposero per 1-2. Volò così in semifinale il mio belga preferito mentre il romanista Tancredi sigillò le presenze da n. 140 a 145 di un portiere italiano in Coppa delle Coppe.

lunedì 27 aprile 2015

Da Enrico Albertosi 1961 a Luca Marchegiani 1999: storia dei portieri italiani nella Coppa delle Coppe - Parte II




EDIZIONE 1970/1971
A rappresentare l'Italia nell'edizione 1970/1971 della Coppa delle Coppe fu il Bologna.
L'avversario di turno fu la formazione della Germania Est  del  Vorwarts Berlino.
Tra i pali del Bologna giocò, sia nella gara di andata che in quella di ritorno, Giuseppe Vavassori.
Dopo lo 0-0  ottenuto in trasferta il 16 settembre 1970 nella gara di ritorno, che si disputò a Bologna il 30 settembre 1970, i tedeschi ottennero la qualificazione grazie al pareggio per 1 -1 maturato durante i tempi supplementari che li qualificò al secondo turno.

EDIZIONE 1971/1972
Il Torino allenato da Gustavo Giagnoni partecipò all'edizione 1971/1972 della Coppe delle Coppe affrontando al primo turno gli irlandesi del FC Limerick. Nella prima gara che si disputò in Irlanda il 15 settembre 1971 il Toro vinse per 1-0. Tra i pali granata c'era un "Giaguaro": Luciano Castellini, soprannominato, appunto, "Il Giaguaro" dai tifosi granata.
Nella gara di ritorno il 29 settembre il Toro piegò per 4 -0 gli irlandesi e si qualificò così per il secondo turno. 
Contro gli austriaci dell'Austria Vienna il Torino vinse 1-0 in casa la gara di andata disputata il 3 novembre mentre in Austria conseguì la qualificazione impattando per 0-0 la gara di ritorno. Tra i pali granata giocò sempre Castellini.
Nei quarti di finale ai granata toccarono gli scozzesi del Rangers Glasgow. 
Dopo l'1-1 dell'8 marzo 1972 a Torino i granata vennero eliminati il 22 marzo quando, a Glasgow, vennero sconfitti per 1-0.  Per "Il Giaguaro" altre due presenze nel tabellino delle  Coppe Europee.

EDIZIONE 1972/1973
Il ritorno del Milan nella Coppa delle Coppe coincise con un nuovo successo dei  rossoneri sempre guidati dal "Paron" Nereo Rocco.
Nelle nove partite che i rossoneri giocarono in quella edizione della Coppa delle Coppe  tra i pali si alternarono Pierangelo Belli e Villiam Vecchi.
Nel primo turno il Milan affrontò i lussemburghesi del Red Boys Differdange. il 6 settembre 1972 in Lussemburgo il Milan vinse 4-1 replicando a Milano il 27 settembre con un secco 3-0. Tra i pali del Milan in queste prime due partite giocò Villiam Vecchi.
Al secondo turno i rossoneri affrontarono i polacchi del Legia Varsavia. Il 25 ottobre a Varsavia tra i pali del Milan giocò Belli e la gara terminò 1 -1. Al ritorno a Milano l'8 novembre i rossoneri la spuntarono dopo i tempi supplementari per 2-1. Titolare della maglia numero 1 fu sempre Belli.
Al terzo turno l'avversario fu lo Spartak Mosca. 
Il 7 marzo 1973 nella gara di andata in trasferta il Milan vinse per 1-0 con Belli tra i pali.
Nel ritorno, che si giocò a Milano il 21 marzo, i rossoneri con Belli tra i pali pareggiarono 1-1 qualificandosi così per la semifinale.
I cecoslovacchi dello Sparta Praga furono superati per 1-0 a Milano l'11 aprile 1973 con Belli sempre tra i pali.
Nella gara di ritorno che si disputò a Praga il 25 aprile venne promosso titolare Villiam Vecchi. Il Milan vinse per 1- 0 e si guadagnò così il pass per la finale.
A Salonicco, il 16 maggio 1973, il Milan sconfisse gli inglesi del Leeds United per 1 - 0 aggiudicandosi la Coppa delle Coppe per la seconda volta. Determinante per la vittoria finale fu il contributo di Villiam Vecchi che, con le sue parate, conservò fino alla fine il risultato favorevole ai rossoneri.

EDIZIONE 1973/1974
La terza partecipazione del Milan alla Coppa delle Coppe non fu fortunata come nelle altre precedenti occasioni.
La formazione di Rocco arrivò fino alla finale ma venne sconfitta dai tedeschi del 1 FC Magdeburgo.
Al primo turno i rossoneri piegarono la Dinamo Zagabria per 3 -1 a Milano il 19 settembre 1973 e per 0-1 a Zagabria il 3 ottobre. Tra i pali del Milan giocò Villiam Vecchi in entrambe le gare.
Al secondo turno contro gli austriaci del Rapid Vienna il Milan pareggiò 0-0 in casa per poi andare a vincere 0-2 a Vienna sempre con Vecchi tra i pali in entrambe le gare.
Avversari nel terzo turno furono i greci del Paok di Salonicco.
Dopo la netta vittoria per 3-0 in casa del 13 marzo 1974 il Milan pareggiò 2-2 a Salonicco e anche in questo doppio confronto il titolare della maglia numero 1 fu Vecchi.
In semifinale, contro i tedeschi del Borussia Monchengladbach il Milan vinse 2-0 a Milano il 10 aprile 1974. Da quella gara titolare della porta dei rossoneri diventò Pier Luigi Pizzaballa che già nel 1963 assaporò il palcoscenico della Coppa delle Coppe tra i pali dell'Atalanta.
Nel ritorno in Germania il Milan perse per 1-0 ma si qualificò, comunque, per la finalissima che disputò a Rotterdam l'8 maggio 1974 contro i tedeschi dell'est del Magdeburgo.
Sempre con Pizzaballa tra i pali  il Milan venne sconfitto per 2-0 e non riuscì così a bissare il successo dell'anno prima.

EDIZIONE 1974/1975
Nel Bologna che affrontò, senza molta fortuna,  la Coppa delle Coppe nell'edizione 1974/1975 il portiere era Sergio Buso soprannominato Buster Keaton per via della vaga somiglianza con l'attore americano. 
Avversari della formazione italiana nel primo turno del torneo furono i polacchi del Gwardia Varsavia. Dopo la sconfitta patita in Polonia il 18 settembre 1974 per 2-1 i rosso-blù allenati all'epoca da Pesaola vennero sconfitti per 3-5 ai calci di rigore nella gara di ritorno che si disputò a Bologna il 2 ottobre del 1974.
Il Bologna fu quindi subito eliminato dalla competizione.

EDIZIONE 1975/1976
Nell'edizione 1975/1976 della Coppa delle Coppe la Fiorentina rappresentò l'Italia.
Nel primo turno i viola affrontarono i turchi del Besiktas Istanbul che regolarono con un doppio 3 -0. La prima gara si disputò in Turchia il 17 settembre 1975 con ritorno a Firenze il 1 ottobre. Tra i pali della viola vi era Franco Superchi che aveva ereditato la maglia di titolare da Enrico Albertosi.
Nel secondo turno della competizione i viola si scontrarono, venendo di conseguenza eliminati, contro la formazione della Germania dell'Est del Sachsenring Zwickau ove militava il leggendario portiere Jurgen Croy: un talento (il miglior portiere della storia calcistica della D.D.R)  del quale ho narrato per sommi capi le gesta in uno dei precedenti post. Dopo la vittoria per 1-0 a Firenze del 22 ottobre la Fiorentina  venne sconfitta ai calci di rigore per 5-4 nella gara di ritorno. Di fronte a Croy (che segnò anche uno dei rigori per i suoi) si inchinò anche un talento nostrano come Superchi. 

EDIZIONE 1976/1977
Il Napoli che partecipò all'edizione 1976/1977 della Coppa delle Coppe aveva tra i pali Pietro Carmignani.
Nel primo turno contro i norvegesi del Bodo Glimt le cose si risolsero già nella gara di andata, del 15 settembre 1976 quando i partenopei vinsero in trasferta per 2- 0. Nel ritorno del 29 settembre  successivo il Napoli vinse per 1-0 e passò il turno.
I successivi avversari, i ciprioti dell'Apoel, imposero al Napoli il pareggio per 1-1 a Nicosia nella gara di andata del 20 ottobre mentre vennero superati nel ritorno quando a Napoli, il 4 novembre, gli azzurri vinsero per 2-0 passando  così il turno.
Contro i polacchi dello Slask Wroclaw il Napoli pareggio per 0-0 il 2 marzo 1977 nella gara di andata quando, tra i pali, fu schierato il portiere di riserva Nevio Favaro.
A Napoli, il 16 marzo, ritornò tra i pali Carmignani. Il Napoli regolò i polacchi per 2-0 e raggiunse così la semifinale.
Contro i belgi dell'Anderlecht non bastò la vittoria di misura (1-0) ottenuta in casa il 6 aprile.
Nel ritorno del 20 aprile, a Bruxelles, l'Anderlecht segnò due reti a Carmignani e il Napoli venne eliminato.

EDIZIONE 1977/1978
Il Milan che prese parte , con poca fortuna, all'edizione 1977/1978 della Coppa delle Coppe aveva tra i pali un portiere che di Coppa delle Coppe se ne intendeva parecchio: Enrico Albertosi.
Purtroppo l'esperienza del numero 1 milanista non bastò ad evitare l'eliminazione già al primo turno per mano degli spagnoli del Real Betis di Siviglia.
Dopo la sconfitta per 2-0 patita a Siviglia il 14 settembre 1977 i rossoneri vinsero a Milano per 2 -1 il 28 settembre ma, per la differenza reti, vennero subito eliminati dal torneo.

EDIZIONE 1978/1979
La prima partecipazione dell'Inter alla Coppa delle Coppe coincise con un incrocio molto interessante con un ragazzotto belga che sarebbe diventato una star. Ma quella lì è un'altra storia.
Tra i pali della squadra nerazzurra in quella stagione  vi era Ivano Bordon che disputò da titolare tutte le sei gare di coppa della stagione.
Nel primo turno contro i maltesi del FC Floriana l'Inter vinse agevolmente la prima gara del 13 settembre 1978 a La Valletta per 3-1 su di un campo di sassi che, a memoria, mi ricordo bene. 
Quindi il 27 settembre a Milano i maltesi vennero travolti 5-0 consegnando il passaggio del turno ai nerazzurri.
Al secondo turno i norvegesi del Bodo Glimt non opposero grande resistenza e l'Inter rifilò loro 5 reti a zero nella gara d'andata a Milano il 18 ottobre. In Norvegia, il 25 ottobre i nerazzurri bissarono il successo per 2-1 ottenendo così la qualificazione ai quarti di finale.
Avversari dell'Inter furono i belgi del Beveren che, tra i pali, avevano un giovanotto riccioluto di nome Jean-Marie Pfaff.  Dopo lo 0-0 a Milano del 7 marzo 1979 i belgi vinsero in casa loro per 1-0 la gara di ritorno che si disputò il 21 marzo e si qualificarono per la semifinale eliminando Bordon & Compagnia.
Che il portiere belga sarebbe poi entrato nel mio destino da appassionato del calcio era scritto già  in quelle partite lì dove Pfaff fermò i cugini interisti. Un piccolo dispetto a favore del suo futuro fan milanista.

EDIZIONE 1979/1980
La Juventus che partecipò alla  Coppa delle Coppe del 1979/1980 aveva tra i pali un fenomenale portiere che rispondeva al nome di Dino Zoff.
Il Dino "Mito" Nazionale giocò tutte le otto gare dei bianconeri nella manifestazione fino all'eliminazione nella semifinale per mano degli inglesi dell'Arsenal.
Al primo turno, contro gli ungheresi del Raba Eto Gyor, la Juve vince all'andata a Torino il 19 settembre 1979 salvo poi uscire sconfitta, ma egualmente qualificata, nella gara di ritorno che si giocò in Ungheria il 3 ottobre 1979 e che vinsero i magiari per 2-1.
Al secondo turno contro  i bulgari del Beroe Stara Zagora la Juventus venne sconfitta in Bulgaria il 24 ottobre per 1-0 salvo poi  spuntarla il 7 novembre a Torino per 3-0, ma solo dopo i tempi supplementari, e conquistando così la qualificazione  per i quarti di finale.
Contro gli allora jugoslavi del FK Rijeka i bianconeri pareggiarono a Fiume il 5 marzo 1980 salvo poi batterli per 2- 0 a Torino il 19 marzo conquistando così l'accesso alla semifinale di coppa.
Nel doppio confronto contro gli inglesi dell'Arsenal la Juventus , dopo aver pareggiato 1-1 a Londra il 9 aprile venne sconfitta in casa il 23 aprile per 0-1 consegnando così le chiavi di accesso alla finale agli inglesi.


(2- continua)
















domenica 26 aprile 2015

Da Enrico Albertosi 1961 a Luca Marchegiani 1999: storia dei portieri italiani nella Coppa delle Coppe - Parte I

                                        


Un bel giorno qualche signore della UEFA si renderà conto di aver commesso un clamoroso errore a mandare in pensione la Coppa delle Coppe, la competizione che metteva di fronte le squadre vincitrici delle rispettive coppe di lega nazionali. Lascio che il tempo passi  zelante e attendo di vederla ritornare.

Il primo portiere ad alzare al cielo la Coppa delle Coppe, il 27 maggio del 1961, fu l'italiano Enrico Albertosi che, in quella prima edizione 1960/1961, difendeva i pali della Fiorentina e che alzò al cielo il trofeo proprio a Firenze dopo aver sconfitto i Rangers di Glasgow.
Per ironia della sorte quando il 19 maggio 1999 a Birmingham si disputò l'ultima edizione di questo trofeo l'ultimo portiere a laurearsi campione fu ancora un italiano: Luca Marchegiani, portiere della Lazio che sconfisse in finale gli spagnoli del Maiorca.
Tra Albertosi 1961 e Marchegiani 1999 tante storie, tanti gol, tanti campioni.
Ho radunato in questo post tutti i portieri italiani che giocarono almeno una gara in quella fantastica competizione.

EDIZIONE 1960/1961
Come detto a rappresentare l'Italia in quella prima edizione c'era la Fiorentina dell'allenatore ungherese Lajos Czeizler che fu poi sostituito dal connazionale Hidegkuti.
Tra i pali della viola si alternarono il veterano Sarti ed il giovanissimo Albertosi.
Nella prima doppia sfida con gli svizzeri del Lucerna giocò  Albertosi la gara di andata con vittoria esterna della viola per 0-3. Quindi, nella gara di ritorno, il 28 dicembre 1960, a Firenze giocò Sarti e la Fiorentina vinse 6-2.
Nel successivo turno ai viola toccò la Dinamo Zagabria. Giocò Albertosi sia a Firenze il 22/3/1961 che a Zagabria il 12/04/1961. All'andata finì 3-0 per i viola che al ritorno vennero sconfitti per 2-1 passando tuttavia il turno per la differenza delle reti.
Il doppio incontro finale contro gli scozzesi del Rangers di Glasgow si risolse in due successi viola. Per 0-2 in terra scozzese il 17 maggio 1961 e per 2 -1 il 27 maggio 1961 a Firenze. In entrambe le partite giocò Albertosi che, così, fu il primo portiere italiano a sollevare al cielo la Coppa delle Coppe.

EDIZIONE 1961/1962
La Fiorentina difese il suo titolo partendo con lo sconfiggere gli austriaci del Rapid Vienna nel primo doppio confronto del 25 ottobre e 22 novembre 1961. A Firenze finì 3 -1 e a Vienna 2-6. Tra i pali della Fiorentina giocò in entrambe le occasioni Albertosi.
Nel turno successivo ai viola toccarono gli slovacchi della Dinamo Zilina. A Zilina il 21 febbraio 1962 i locali si imposero per 3 reti a 2. Nel ritorno, che si disputò a Firenze il 27 febbraio la Fiorentina si impose per 2-0 passando così al turno successivo. Sempre Albertosi difese nelle due gare i pali della Viola.
Nella semifinale ai viola toccarono gli ungheresi del Ujpest Dozsa Budapest. A Firenze il 21 marzo a difendere i pali della formazione italiana andò Giuliano Sarti. Il risultato finale fu un secco 2-0.
Nella gara di ritorno, a Budapest, Enrico Albertosi rientrò tra i pali della Fiorentina che si impose in trasferta per 0-1 guadagnandosi così la finale contro l'Atletico Madrid.
La prima gara che si disputò a Glasgow finì in parità 1 -1 e a difendere i pali della Fiorentina vi era Giuliano Sarti.
Nella ripetizione della gara il 5 settembre 1962 gli spagnoli si imposero con un netto 3 - 0. 
Questa volta a Enrico Albertosi in campo per la ripetizione del match non restò che la consolazione del secondo posto.

EDIZIONE 1962/1963
A rappresentare l'Italia nell'edizione 1962/1963 ci fu il Napoli.
Al primo turno ai partenopei toccarono i  gallesi del Bangor FC. Tra i pali del Napoli  nelle due gare contro i gallesi c'era Walter Pontel. Dopo la sconfitta per 2-0 in trasferta il Napoli si impose per 3 -1 in casa. Allora non c'era ancora la regola del doppio valore dei gol in trasferta così, trovandosi le due squadre sul 3-3, si dovette rigiocare una terza gara. A Londra il 10 ottobre 1962 il Napoli vinse per 2 -1 e passò il turno. Tra i pali dei partenopei ci fu l'avvicendamento tra Pontel e Pacifico Cuman.
Nel successivo turno il Napoli affrontò gli ungheresi del Ujpest Dozsa. In porta giocò Pontel sia a Busapest il 14 novembre che a Napoli il 28 novembre. In entrambe le occasioni il punteggio fu 1 -1. Si rese necessario ancora una volta il terzo incontro per decidere il passaggio del turno.
A Losanna il 4 dicembre 1962 Pontel osservò i compagni battere gli ungheresi 3 -1.
Nel turno successivo contro l'OFK Belgrado il Napoli venne eliminato. Dopo  la sconfitta per 2-0 a Belgrado quando tra i pali dei partenopei andò Pacifico Cuman nel ritorno a Napoli gli azzurri vinsero per 3 -1 e tra i pali ritornò Pontel.
Per la terza volta si andò al terzo e decisivo incontro.
A Marsiglia il 3 aprile del 1963 Pontel e i suoi vennero sconfitti per 3 -1 e  furono eliminati.

EDIZIONE 1963/1964
L'Atalanta B.C. (Bergamasca Calcio) si affacciò sul palcoscenico europeo il 4 settembre del 1963 quando a Bergamo si giocò il primo turno preliminare della Coppa delle Coppe edizione 1963/1964.
L'avversario dei bergamaschi era lo Sporting di Lisbona. Tra i pali dell'Atalanta vi era quel Pier Luigi Pizzaballa la cui figurina dell'album Panini era leggendariamente introvabile. A Bergamo finì 2-0.
A Lisbona sempre con Pizzaballa tra i pali l'Atalanta venne sconfitta per 3-1 rendendo necessaria la terza partita per decidere il passaggio del turno.
Nella ripetizione, che si giocò a Barcellona il 14 ottobre 1963, tra i pali dei bergamaschi fu schierato Zaccaria Cometti che, nelle gerarchie del Campionato Italiano, era il titolare della formazione bergamasca. Lo Sporting Lisbona vinse per 3-1 dopo i tempi supplementari e così la prima partecipazione dell'Atalanta ad una coppa europea si esaurì  al primo turno.

EDIZIONE 1964/1965
Nel Torino che affrontò l'edizione 1964/1965 della Coppa delle Coppe ci fu spazio tra i pali per un solo portiere: Lido Vieri. Cioè colui che raccolse il testimone da Valerio Bacigalupo dopo la tragedia di Superga.
Lido Vieri scese in campo in tutte le 9 partite che il Toro disputò in quell'edizione.
Nel primo turno contro gli olandesi del Fortuna Geelen il Torino vinse in casa 3-1 il 23 settembre 1964 salvo poi pareggiare in Olanda per 2-2 il 7 ottobre.
Nel secondo turno contro i finlandesi dell'Haka Valkeakoski i granata vinsero per 0-1 in trasferta l'11 novembre salvo poi passeggiare sugli avversari nel ritorno a Torino per 5-0 il 6 dicembre.
Nel terzo turno contro la Dinamo Zagabria dopo l'1-1 di Torino del 3 marzo 1965 il 17 marzo a Zagabria il Toro si impose per 1-2 guadagnandosi così l'accesso al quarto turno.
Contro i tedeschi del TST Monaco 1860 due gare non bastarono per stabilire le forze in campo: dopo la vittoria per 2-0 a Torino e la sconfitta per 3-1 a Monaco, nella ripetizione che si giocò a Zurigo il 5 maggio 1964 i tedeschi si imposero per 2-0 e passarono il turno eliminando i granata.

EDIZIONE 1965/1966
La prima partecipazione della "Vecchia Signora" alla Coppa delle Coppe nell'edizione 1965/1966 non fu delle più felici.
La Juventus allenata da Heriberto Herrera affrontò gli inglesi del Liverpool. 
Nel doppio confronto che si disputò con gara di andata a Torino il 29 settembre 1965 con il risultato di 1-0 per i bianconeri  e ritorno a Liverpool il 13 ottobre che finì 2-0 a favore degli inglesi la Juventus venne subito eliminata.
A difendere i pali dei bianconeri fu, in entrambe le partite, Roberto Anzolin.

EDIZIONE 1966/1967
La Fiorentina ritornò a disputare la Coppa delle Coppe nella stagione 1966/1967.
Tra i pali della Viola ancora volava Enrico Albertosi.
Tuttavia il doppio confronto contro gli ungheresi del Vasas Gyoer fu molto amaro per i viola.
La Fiorentina venne subito eliminata nonostante la vittoria nella gara di andata del 28 settembre 1966 a Firenze.
Nel ritorno in terra ungherese i viola vennero sconfitti per 4-2 e furono pertanto subito eliminati dalla competizione.


EDIZIONE 1967/1968
La prima volta del "mio" Milan nella Coppa delle Coppe fu subito quella buona.
Guidata in panchina dal "Paron"  Nereo Rocco la formazione rossonera centrò il bersaglio al primo tentativo.
Nel primo turno contro i bulgari del Levski Sofia fu subito festa con la vittoria interna per 5 -1 del 20 settembre 1967 e pareggio 1 -1 a Sofia  dell'11 ottobre. Tra i pali del Milan giocò Fabio Cudicini detto "Il Ragno Nero" nella gara di andata e Pierangelo Belli nel ritorno.
Gli ungheresi del Vasas Gyoer vennero superati nel secondo turno con un doppio pareggio che, con l'inserimento del valore doppio del gol in trasferta premiò i rossoneri: finì 2-2 in Ungheria il 22 novembre 1967 e 1 -1 il 7 dicembre a Milan. In entrambe queste partite tra i pali andò Belli.
Al terzo turno il Milan affrontò i belgi dello Standard Liegi. Il 28 febbraio 1968 a Liegi finì 1-1 e, tra i pali del Milan, il titolare indiscusso diventò Cudicini. A Milano il 13 marzo finì ancora 1-1 e quindi si rese necessaria la ripetizione dell'incontro. Sempre a Milano il 20 marzo il Milan sconfisse lo Standard per 2-0 guadagnandosi così l'accesso alla semifinale.
L'avversario era tra i più ostici: i tedeschi del Bayern di Monaco.
A Milano il 1° maggio e a Monaco di Baviera l'8 maggio si trovarono uno di fronte all'altro due grandi, grandissimi portieri: il "Ragno Nero" Cudicini e il tedesco Joseph Sepp Maier. 
L'andata finì 2-0 mentre lo 0-0 del ritorno regalò alla compagnia di Rocco la finale della Coppa delle Coppe.
La finale che si disputò a Rotterdam il 23 maggio 1968 vide il Milan di Cudicini battere i tedeschi dell'Amburgo SV per 2-0.
A timbrare i "cartellini" dei gol rossoneri quello stesso Hamrin che, nel 1961 contribuì con i suoi gol al successo della Fiorentina.

EDIZIONE 1968/1969
Ancora il Torino rappresentò l'Italia nell'edizione 1968/1969.
L'inossidabile Lido Vieri difese i pali granata nelle prime tre gare: contro il Partizan Tirana a Tirana il 18 settembre 1968 finì 1-0 per gli albanesi. Il ritorno a Torino il 2 ottobre finì 3 -1 per i granata che si qualificarono così per il secondo turno.
Contro gli slovacchi dello Slovan Bratislava il Toro fu sconfitto in casa per 1-0 il 19 febbraio 1969.
Nella gara di ritorno, che si disputò  a Bratislava il 5 marzo, Lido  Vieri venne sostituito quasi subito, a causa di un infortunio,  da Franco Sattolo. 
I granata persero per 2-1 e vennero eliminati dal torneo.

EDIZIONE 1969/1970
Titolare della porta della Roma che affrontò la Coppa delle Coppe nell'edizione 1969/1970 fu Alberto Ginulfi che, nato e cresciuto nella capitale, era uno dei beniamini indiscussi dei tifosi giallorossi.
Ginulfi giocò tutte le partite che la Roma disputò nella competizione. 
Nel primo turno la Roma  si vide opposti gli irlandesi del FC Arda Newtownards. Dopo lo 0-0 dell'andata a Belfast il passaggio del turno venne assicurato dalla vittoria interna del 1 ottobre 1969 per 3-1.
Quindi fu la volta del doppio confronto con gli olandesi del PSV Eindhoven. Sia a Roma il 12 novembre che ad Eindhoven  il 26 novembre il punteggio fu identico: 1-0 per la formazione di casa. Si procedette quindi al sorteggio per determinare la squadra qualificata. La spuntò la Roma che, nel terzo turno affrontò i turchi dello Goztepe Izmir.
A Roma il 4 marzo 1970 finì 2-0 per i giallorossi mentre a Smirne il 18 marzo finì 0-0 così che la Roma si qualificò per la semifinale.
Avversario di turno era la squadra polacca del Gornik Zabrze. A Roma il 1 aprile 1970 finì 1-1.
In Polonia il 15 aprile finì 2-2 dopo i tempi supplementari (1-1 i tempi regolamentari).
Si dovette rigiocare il 22 aprile a Strasburgo e, dopo l'ennesimo pareggio per 1-1 il sorteggio fu, questa volta, fatale ai giallorossi che vennero così eliminati ad un passo dalla finale.

(1- continua)