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domenica 24 gennaio 2016

Quando "Toni" Schumacher restò chiuso in ascensore prima della semifinale del Mondiale 1982


L'aneddoto che  segue l'ho appreso leggendo il libro "Undici Metri - Arte e psicologia del calcio di rigore." di Ben Lyttleton (Tea Editore)
Accadde l'8 luglio 1982 poche ore prima della semifinale Germania Ovest vs. Francia del Mondiale di Calcio nell'albergo che ospitava la comitiva tedesca.
Tre calciatori tedeschi, l'attaccante Klaus Fischer, il centrocampista Pierre Littbarski e il leggendario portiere Harald "Toni" Schumacher lasciarono le loro camere e presero l'ascensore per raggiungere i compagni e partire così alla volta dello stadio Ramòn Sànchez Pizjuàn per la storica sfida.
Tuttavia l'ascensore ad un certo punto si bloccò.
Insieme ai calciatori tedeschi vi erano anche altre persone tra cui alcune donne che, subito, furono prese dalla paura.
Toni Schumacher, che pochi minuti prima nella solitudine della sua stanza aveva fatto esercizi di body building, fece sfoggia della sua proverbiale grinta e, con la sua forza, riuscì ad aprire le porte dell'ascensore salva trovare di fronte a sé il muro. L'ascensore si era bloccato proprio a metà tra due piani.
Il portiere tedesco, stando al racconto che lo stesso Fischer  narrò di questo episodio, andò su tutte le furie.
Secondo la versione dell'episodio che diede Littbasrki l'ascensore restò bloccato per ben quindici minuti prima che il problema fosse risolto.
Nel frattempo la rabbia di "Toni" era montata sempre di più.
La comitiva tedesca partì alla volta dello stadio con un notevole ritardo a causa di questo episodio.
Ma i guai per Schumacher non erano finiti.
Sceso dall'autobus, quando questo era già ripartito, "Toni" si accorse di averci lasciato sopra la sua maglietta di gioco blu. Quella che per lui era un talismano.
A rabbia si sovrappose rabbia giacché gli toccò giocare la semifinale mondiale con la medesima maglia rossa che indossava anche il dirimpettaio portiere francese Jean-Luc Ettori.
Insomma, quella serata per "Toni" Schumacher non iniziò molto bene ...
Il resto della storia di quella storica semifinale lo potete leggere qui: 







martedì 10 novembre 2015

Quando "Toni" Schumacher mandò all'ospedale Battiston


Accadde nella notte dell'8 luglio 1982 allo stadio "Ramon Sanchez Pizjuan"  in Siviglia.
La seconda semifinale del mondiale di Spagna 1982  vedeva in campo la Germania Ovest opposta alla Francia.
L'Italia di Enzo Bearzot in quello stesso pomeriggio aveva sconfitto la Polonia qualificandosi così come prima finalista.
La gara tra tedeschi e francesi fu molto tesa.
Dopo la rete iniziale (al minuto 17)  del tedesco  Pierre Littbarski  fece seguito  appena nove minuti dopo il pareggio di "Le Roy" Michel Platini su calcio di rigore.
Nella ripresa, quando ancora l'incontro era fissato sul 1 - 1,  accadde il fattaccio.
Al minuto 56 di gara il francese Patrick Battiston, che era entrato in campo da pochi minuti,  si trovò lanciato a rete a tu per tu contro il celebre portiere tedesco Harald "Toni" Schumacher.
Il portiere tedesco,  mondialmente riconosciuto come giocatore coraggioso e temerario nelle sue uscite a "dominare" l'area di rigore, quella volta andò sopra le righe.
Con il francese lanciato a rete Toni abbandonò i pali della sua porta e si avventurò in uscita lanciandosi verso il francese.
Con grande stupore di tutti, però, il portiere tedesco non andò a bloccare il pallone che Battiston nel frattempo aveva toccato anticipandolo. La sua "scellerata" uscita finì  in un volontario e rovinoso scontro con il giocatore francese.
L'impatto fu violentissimo e Patrick Battiston restò esanime a terra.

(La sequenza dello scontro Schumacher-Battiston)

Furono momenti di autentico panico con i francesi che avevano le mani nei capelli nel vedere il loro compagno privo di sensi a terra e, pochi metri da lì, il leggendario Toni che con aria indifferente avrebbe voluto rimettere subito in gioco il pallone nel mentre sfilato a fondo campo.
Tra le proteste dell'allenatore francese Hidalgo contro il portiere tedesco il povero Battiston fu portato a bordo campo, e di qui negli spogliatoi.
Al giocatore francese, che si riprese solo dopo diversi minuti,   venne subito somministrato dell'ossigeno: per lui la diagnosi parlò di stato commotivo e perdita di ben due denti a seguito del violento scontro.
Nel frattempo, in campo, le proteste dei francesi non sortirono effetto alcuno e l'arbitro olandese Corver non si sentì nemmeno in dovere di ammonire il portiere tedesco.
Quella storica semifinale finì poi ai calci di rigore, dopo che nei tempi supplementari i tedeschi riacciuffarono la partita che sembrava persa portandosi  dall'1-3  al  3- 3.
Decisivo, nei calci di rigore, risultò manco a dirlo proprio il leggendario Toni che parò due rigori ai francesi e consegnò così ai tedeschi il posto in finale: fosse stato espulso per quell'uscita su Battiston la storia sarebbe certamente andata diversamente ...
Ma quelli erano altri tempi, era un altro Calcio ...
Sicuramente il portiere tedesco commise un'azione sconsiderata ma quello era il suo modo di intendere il calcio: l'area di rigore era il suo regno inviolabile e lì si sentiva in dovere di fare il bello e il cattivo tempo.
Toni Schumacher chiese scusa a Battiston solo qualche anno dopo quel fattaccio.




(08/07/1982  Battiston vs. Schumacher)







sabato 13 dicembre 2014

Quando "Toni" Schumacher uscì a vuoto nella finale Mondiale del 1986



Accadde il 29 giugno 1986 allo stadio Azteca di Città del Messico.
Quel giorno lì l’Argentina affrontò la Germania Ovest nella partita finale del mondiale di Calcio.
Da una parte il grande argentino Diego Armando Maradona, stella indiscussa del mondiale, e dall'altra  la solidità del gioco dei tedeschi.
Tra i pali della Germania  c’era lo straordinario Harald “Toni” Schumacher  che aveva contribuito in maniera determinante all'approdo dei tedeschi in finale risultando decisivo -  in particolar modo -  nella sfida dei quarti di finale contro il Messico quando  la gara si concluse ai calci di rigore.
Il portiere tedesco era famoso per le sue uscite spericolate e per il modo autoritario con il quale controllava tutta la sua area di rigore.
Memorabile l’incidente al Mondiale di Spagna 1982 allorché "Toni"  si scontrò in un'uscita al limite del lecito con il francese Battiston mandandolo all'ospedale.
Tuttavia, quel giorno, allo Stadio Azteca gli dei dei calcio avevano in serbo per lui un’amara sorpresa.
Quando l’orologio dell’incontro segnava il minuto 22 un calcio di punizione assegnato all'Argentina venne calciato verso il centro dell’area di rigore tedesca da Burruchaga.
Quando il pallone arrivò nell'area di rigore il leggendario “Toni” Schumacher si trovò  a mezz'aria proteso in un’uscita completamente sbagliata, sia per la scelta del tempo che per la valutazione della traiettoria del pallone.
Quel momento lì consegnava alla storia una delle pochissime  “uscite a vuoto” del grande “Toni”.
La palla finì sulla testa di Brown che realizzò la rete del vantaggio argentino.
La storia racconta poi che l’Argentina si impose per 3 reti a 2 diventando campione del Mondo.
Per Harald “Toni” Schumacher  quella partita resterà  tra i ricordi di una delle sue  poche, pochissime, uscite a vuoto.










domenica 6 aprile 2014

"Toni" Schumacher e la finale di Coppa Uefa 1985-1986


Accadde la sera del 6 maggio 1986.
Una sera come tante ... per tanti ... ma non per me che quel giorno compivo 15 anni e me la ricordo bene.
Quella sera, durante la piccola festa in famiglia,  il televisore era acceso perchè in diretta dal Mungersdorfner Stadion di Colonia la RAI trasmetteva la partita di ritorno della finale di Coppa Uefa.
A contendersi il trofeo il Colonia del portiere-leggenda Harald "Toni" Schumacher e il prestigioso Real Madrid di Hugo Sanchez e  Jorge Valdano. In realtà la partita di andata al Santiago Bernabeu, in Spagna, aveva già indirizzato il trofeo sulla strada di Madrid: gli spagnoli si imposero infatti con una grande prova di forza vincendo per 5 reti ad 1.
Nella partita di quel 6 maggio solo un miracolo avrebbe consentito ai tedeschi di portare a casa il trofeo. 
Tuttavia in quegli anni lì succedeva anche  che il Madrid,  fuori dal suo Stadio,  perdesse e magari anche di brutto.
Nella partita di ritorno quindi c'era anche la teorica possibilità che il mitico "Toni" Schumacher potesse alzare al cielo la coppa Uefa. Io tifavo chiaramente per lui.
Nel pomeriggio si era giocato all'oratorio con gli amici, come sempre si usava fare a quei tempi lì.  E così la partita di quella sera l'avevamo già giocata noi qualche ora prima che andasse in onda lo spettacolo in tv.
Poi nella partita, quella vera, il   Colonia fece quello che doveva fare. Un gara tutta all'attacco con il suo bomber Klaus Allofs sugli scudi ...
Ma tutto l'impegno dei tedeschi non bastò. Alla fine di quei 90 minuti il tabellone del Mungersdorfner  Stadion recitava: Colonia 2 - Real Madrid 0.
Il Real Madrid vinse la seconda coppa Uefa della sua storia. 
Per me, ad ogni modo, una partita "memorabile" da ricordare col "mio" Toni protagonista.






sabato 28 luglio 2012

Le spericolate uscite di Harald "Toni" Schumacher


Tra i più grandi interpreti del ruolo di portiere negli anni ottanta c’è sicuramente il tedesco Harald Anton Schumacher detto "Toni".
Portiere del Colonia per qualcosa come quindici anni (dal 1972 al 1987) Schumacher è nella memoria di ogni tifoso italiano per il solo fatto di essere stato il portiere della nazionale tedesca nella finale del Campionato  Mondiale del 1982 vinta dall’Italia in quel di Madrid.
Quattro anni prima, nel 1980, in quel di Roma Harald Schumacher si laureò campione europeo con la sua Germania che sconfisse in finale il Belgio del mio Jean-Marie Pfaff.
Portiere affidabile e degno erede del sempiterno Sepp Maier (considerato il più grande portiere tedesco di tutti i tempi)  Harald Toni Schumacher è stato protagonista di vent’anni di calcio ad altissimi livelli.
Detto della finale dell’Europeo 1980 vinta sul Belgio il nostro Toni arrivò in finale anche ai mondiali del 1982 e in quelli messicani del 1986 perdendo in entrambe le occasioni.
Nel 1982, già detto della sconfitta tedesca a vantaggio dell’Italia, resterà nella memoria di molti l’uscita scomposta e al limite del regolamento con la quale Schumacher mandò all’ospedale in coma  il francese  Battiston. Un brutto episodio che ne offuscò in parte l’immagine sportiva.
Quando nel 1986 Francia e Germania si ritrovarono nuovamente in semifinale una stretta di mano tra i due mise fine ad anni di discussioni.
La vicenda che mi lega in modo particolare ad Harald Toni Schumacher è datata 1989.
In quell’anno frequentavo la quarta superiore lì al temibile (allora) Istituto Tecnico Jean  Monnet di Mariano Comense.
La professoressa di italiano, signora Terraneo, ci diede come compito quello di portare con noi in classe un articolo di giornale con allegato un nostro testo scritto a commento dell’articolo.
Io in quell’occasione, ringraziando il Guerin Sportivo, portai un articolo che parlava di come il portiere della nazionale tedesca Harald  “Toni” Schumacher fosse stato giubilato dalla sua nazionale e dal suo club (il Colonia) per aver scritto nella sua biografia intitolata “Anpfiff” (in tedesco – Fischio d’inizio) di come  le squadre di calcio professionistiche della Germania ricorressero in maniera ricorrente e massiccia all’uso del doping.
Se pensate che eravamo nel 1989 vi renderete conto che, al tempo, esternazioni di questo tipo non erano proprio all’ordine del giorno.
L’articolo intitolato “TONI E FULMINI” aveva una foto a corredo che vedeva il nostro Schumacher seduto solitario in una panchina a bordo campo, quasi a sottolineare il fatto che, accusando il sistema, fosse rimasto solo.
A scuola ricordo che la professoressa restò estremamente sorpresa dal tema proposto
Personalmente fu una bella soddisfazione …  portare  un pò del  “mio mondo” anche a scuola … 
Narra la storia che dopo due stagioni in castigo in quel dello Schalke 04  Toni Schumacher emigrò esiliato in Turchia dove vinse ancora con il Fenerbace salvo rientrare alla grande nella sua Germania (che nel frattempo aveva digerito anche il doping) prima difendendo i pali del Bayern Monaco per poi  chiudere la carriera nel Borussia Dortmund.
Resterà nei miei ricordi calcistici anche Toni che, con le sue uscite spericolate, non aveva mai paura di niente e di nessuno ed incarnava il senso compiuto di “torhuter”.

 Germania  1980